CARTOONS ON THE BAY: SARA PICHELLI, UN’ITALIANA ALLA MARVEL

DI ALESSANDRA DE LUCA

Sara PichelliLe cose sarebbero andate così: quando Barack Obama fu eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, l’editore della Marvel, Alex Alonso, chiese che fosse creato uno Spider-Man afro-americano. L’occasione arrivò nel 2012 quando Peter Parker venne ucciso dalla sua nemesi, Norman Osborn (ma in realtà non è mai morto, e come potrebbe?), e la tuta dell’uomo ragno passò in eredità a Miles Morales (seppure nell’universo Ultimate, oggi riunito a quello “normale”), afro-latino-americano fasciato da un costume nero con inserti rossi. Pochi forse sanno però che il nuovo Spider-Man, ideato da Brian Bendis, è disegnato da Sara Pichelli, cartoonist marchigiana nata nel mondo Rainbow e passata poi nel ben più ampio universo Marvel grazie a un concorso bandito per cercare nuovi talenti.

Ospite di Cartoons on the Bay, la Pichelli, protagonista della svolta di un’icona che riflette la cultura e la diversità del nuovo millennio, ha raccontato la sfida del “tradimento”, la necessità di non deludere i fan hardcore riluttanti a qualunque cambiamento, ma anche quella di conquistare nuovi lettori. «Il cinema ha un ruolo fondamentale nell’indirizzare i nuovi fumetti – dice la 33enne artista – spesso siamo invitati a immaginare anche degli attori mentre disegniamo i nostri eroi. La crossmedialità è senza dubbio una grande occasione di crescita, ma rappresenta anche un guinzaglio per la creatività ». E a proposito della nascita di Miles Morale racconta: «Sono stati necessari cinque mesi di brain storming per definire l’aspetto e il costume del nuovo Spider-Man. Ho ricevuto persino delle minacce di morte, e se una parte dei lettori, quella più razzista, ha reagito malissimo all’arrivo di un uomo ragno appartenente e a più di una minoranza etnica, molti altri ne sono stati entusiasti ».

Sara PichelliLa Pichelli, però, alla quale Cartoons on the Bay ha dedicato anche una mostra, non è certo nuova alle sfide. Ha infatti disegnato anche l’ultima Ms. Marvel, Khamala Khan, una giovane americana di origine pakistana, il primo personaggio musulmano a essere protagonista di una serie tutta sua. «Amo disegnare le bad girls, e quando il contratto in esclusiva con la Marvel sarà concluso, mi piacerebbe creare una serie horror, visionaria, che avrà come protagonista proprio una donna ».

Se Hugo Pratt e Manara sono “la divina commedia” del fumetto, l’ammirazione di Sara oggi, docente alla Scuola Internazionale di Comix a Roma, va a fumettisti come Leo Ortolani, Zero Calcare, Manu Larcenet. E per un film come Lo chiavano Jeeg Robot, che ha reso obbligatorio per i suoi studenti. «La parabola del protagonista è perfetta, Mainetti è riuscito a trasferire il codice superoistico all’interno della cultura italiana e romana senza renderlo ridicolo. Sarebbe interessante che da questo film nascesse un fumetto ».