LE SCOMMESSE DI PESARO

Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di PesaroChe scommesse può ancora vincere un Festival che vanta già 51 edizioni sulle spalle? Forse quella più difficile di tutte, posta in gioco la sopravvivenza. Lontano “ideologicamente” da Cannes-Venezia-Berlino, ancor di più dalle manifestazioni mondano-turistiche, nell’era della riproduzione e di internet in cui tutti possono vedere (quasi) tutto con un click o un telecomando, Pesaro, la sua gloriosa Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, può ancora essere necessaria? La risposta è sì se sa essere come promette il suo aggettivo, “Nuova”. Ovvero: cercare, trovare e saper proporre vie diverse e non battute nei territori del non ancora emerso o di quello che merita essere recuperato.

Per un figlioCosì, per la seconda volta sotto la conduzione artistica di Pedro Armocida, dal 2 al 9 luglio, la storica città adriatica è teatro di una composita proposta di percorsi eccentrici, suggestivi, alcuni orgogliosamente non commerciali, altri in cerca di un possibile “nuovo” pubblico da trovare. Oltre al concorso di opere prime (o seconde), 9 provenienti dai vari angoli del mondo – Italia compresa, con Per un figlio di Suranga Deshapriya Katugampala (cittadino italiano originario dello Sri Lanka)- ecco l’omaggio a un cineasta algerino di notevole talento, Tariq Teguia (già noto ai frequentatori dei festival dallo sguardo più attento attento), con la sua filmografia, dal primo corto del 1998 Ferrailles d’attente sino agli ultimi lungometraggi Gabbla (2008, Premio Fipresci a Venezia) o Zanj Revolution (2013).

Milano calibro 9Al centro dell’interesse anche il cinema italiano popolare post 2000, quello che cerca dichiaratamente un rapporto con il pubblico meno cinefilo, a partire dai suoi codici narrativi. Ma nella sezione intitolata “Romanzo popolare” (e in quale altro modo se no?), l’interesse non nasce tanto dai titoli in sé, logicamente tutti noti, quanto nel fatto che sono abbinati quasi a una pietra di paragone dal nostro passato più classico. Così Suburra si accoppia a Milano calibro 9, Noi credevamo a Senso, Viva la libertà a Todo modo, Come te nessuno mai a Terza liceo e via accostando.

Orson WellesCos’è il Critofilm? A dispetto del nome enigmatico (coniato nel 1952 dal prestigioso critico e storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti), possiamo definirlo più semplicemente come il “cinema che pensa il cinema” e che ne fa il centro di saggi su pellicola. Cioé: non i film di fiction che hanno per argomento il mondo del set, si badi, ma le opere non fiction che vogliono fare critica e storia del cinema. Ma lo spiegano meglio alcuni dei titoli-argomenti della sezione curata da Adriano Aprà: Jean-Luc Godard, le desordre exposé (2006), Marco Ferreri. Il regista che venne dal futuro (2007, di Mario Canale). Per Luchino Visconti (1981), Filmstudio, mon amour (2015, di Toni D’Angelo). Orson Welles: the one man band (1995, di Oja Kodar) Vrai faux passeport (2006 di Godard). E poi saggi su Antonioni, Rossellini, Dreyer, Pasolini, Eisenstein, Rocha, il montaggio, il piano sequenza, più tanti, tanti altri ancora, insomma un banco di prelibatezze a disposizione di qualunque cinefilo che si rispetti.
Per proseguire la finestra aperta anni fa sull’animazione Made in Italy, quest’anno oltre ai Corti in Mostra, a cura di Pier Paolo Loffreda, tocca a una personale di Valerio Villoresi, così come continua quella specifica sugli Sguardi femminili nel cinema russo a cura di Giulia Marcucci.

RockyTra le proiezioni speciali, omaggi a C’eravamo tanto amati e Rocky (curiosa accoppiata di due film apparentemente antitetici quasi coevi dei ’70), e l’anteprima di Saint Amour, di Benoit Delèpine e Gustave Kervern (con Gerard Depardieu, Benoit Poelvoorde, tanto vino e buon umore), più un curioso e si presume assai provocatorio corto (19 minuti) di Monica Stambrini (autrice di Benzina): Queen Kong con Luca Lionello, Janina Rudenska e Valentina Nappi, capitolo di un progetto più ampio intitolato Ragazze del porno, la cui altre tappe verranno presentate e illustrate in una specifica tavola rotonda.
Per ora ci fermiamo qui, ma riprenderemo, meglio e più accuratamente nei giorni della prossima settimana, in diretta da Pesaro!