SERIE TV: “OVER THE GARDEN WALL”, IL PICCOLO GIOIELLO DI CARTOON NETWORK

su Cartoon Network dal 1 aprile

unnamed-1Due bambini si perdono in un bosco. Greg, il più piccolo che ha una teiera come cappellino e un ranocchio come animale da compagnia, è il più istintivo e curioso, pronto a tuffarsi in ogni avventura senza alcuna preoccupazione. Wirt, il più grande che ha un alto cappello a cono che potrebbe essere fatto di marzapane, è invece cauto e introverso, razionale e strategico. Nel loro viaggio attraverso la selva oscura, dove si annida l’inimmaginabile e terribile Bestia, hanno a disposizione una guida un po’ saccente, l’uccellino parlante Beatrice. E, prima di tornare finalmente a casa, Greg e Wirt faranno una serie di incontri con personaggi buffi e strani, a volte inquietanti: cavalli parlanti, maestrine scontente che insegnano a classi formate da animali (e con un gorilla in libertà), uomini zucca, rane canterine, nobili strampalati, torvi taglialegna. Questa è la trama, ma non l’essenza, di Over the Garden Wall, piccola (ma solo per la sua struttura narrativa: 10 episodi da 11 minuti l’una) grande gemma produttiva di Cartoon Network, realizzata dal geniale Patrick McHale, che l’emittente manda in onda in cinque serate a partire dal 1 aprile alle 19.30.

unnamed-2Over the Garden Wall è l’ultimo esempio di una tendenza, iniziata dalla Disney negli anni ‘90: creare una perfetta alchimia perché un cartone appassioni i bambini, ma permetta al contempo agli adulti una chiave di lettura più alta e simbolica. La favola di McHale (nella versione italiana con le voci della star del web Sio e della sempreverde Cristina D’Avena), già sapiente nella fattura, dal disegno che crea un particolare rapporto fra personaggi-simbolo e uno sfondo particolarmente ricco ed elaborato alle canzoni che approfondiscono la psicologia dei personaggi, è un autentico godimento tanto per i primi che per i secondi. L’autore rielabora con raffinatezza l’archetipo fiaba, con l’animo di uno studioso degno di Propp e Groddeck, spazia leggero e allusivo fra le pagine della grande letteratura, da Dante al gusto non sense di Lewis Carroll, si immerge nell’elemento più autentico e spesso rimosso della fiaba, quello gotico e oscuro e, se il vostro sguardo è un po’ freudiano, arriva a trasformare l’intera storia in un conflitto fra istinto e ragione, che lungo il viaggio nel bosco sconosciuto, trovano equilibrio, crescita e nuovo senso di sé. Ma la cosa più bella, poetica e toccante, al di là dei giochi letterari e filosofici, è che Over the Garden Wall racconta una storia universale, piena di consapevolezza ed ottimismo, che vale da bambini come da adulti: quella della paura del mondo e dello sconosciuto, del coraggio che serve per capirlo e affrontarlo, di quanto sia catartica e rigenerante ogni viaggio ed esperienza, perché solo così possiamo trovare noi stessi e finalmente tornare a casa.

Stefano Lusardi

 

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