“SHOW ME A HERO”: LA FINE DEL SOGNO AMERICANO NELLA MINISERIE HBO DIRETTA DA PAUL HAGGIS

Il creatore di The Wire, David Simon, prende spunto dalla vera storia del politico Nick Wasicsko, interpretato da Oscar Isaac, per raccontare la fine dell’American Dream nella miniserie HBO Show me a hero, diretta dal Premio Oscar Paul Haggis.

Show me a heroUna storia vera per raccontare uno spaccato di America del finire degli anni Ottanta che assomiglia incredibilmente all’America di oggi. Per farlo David Simon, brillante ideatore di una delle serie tv più influenti di questi anni, The Wire, ha deciso di far rivivere nel piccolo schermo la vita di Nick Wasicsko, ex poliziotto divenuto consigliere comunale ed eletto a sindaco di Yorkers, New York, a soli ventotto anni, partendo dal libro, del 1999, della giornalista del New York Times, Lisa Belkin. Wasicsko si troverà stretto tra l’incudine (l’elettorato) e il martello (le leggi da far applicare) di un’incarico faticoso, dove la strada per il compromesso è in salita.

Realizzata in sei parti per la HBO, Show me a hero, interamente diretta dal Premio Oscar Paul Haggis, recentemente al centro dei riflettori per le sue dichiarazioni contro Scientology nel documentario/denuncia di Alex Gibney, è strutturata per mostrare non solo le stanze del potere, ma anche le strade e gli abitanti di Yonkers, divisi dall’architettura della città in parti agiate e parti povere. Divisione che sta per essere abbattuta da una richiesta federale che impone la costruzione di case popolari in quartieri prevalentemente abitati da bianchi, in virtù di un’integrazione razziale che porterà i cittadini a scontrarsi e scagliarsi contro quel sindaco costretto a far applicare la legge nonostante le promesse della campagna elettorale.

Show me a heroTra il timore della svalutazione degli immobili (ossessione a stelle e strisce), razzismo cieco, promesse elettori e lotta per i diritti civili la Yonkers degli anni Ottanta descritta da Simons non sembra poi così diversa da quella dei giorni nostri. Basta guardare all’insensatezza delle morti che da Ferguson ad oggi non sembrano fermarsi, ai primi accenni al vetriolo delle campagne elettorali di candidati pronti a tutto pur di sedersi nello Studio Ovale o alla divisione, ancora nettissima, che separa l’America delle gradi occasioni dal suo profilo più tragico per renderci conto di come la storia di Nick Wasicsko sia servita a Simon per raccontare la fine dell’American Dream e la paralisi di un Paese che continua a lottare con gli stessi fantasmi di sempre.

Show me a heroA dare voce e corpo al giovane sindaco, Oscar Isaac, lo sfortunato musicista folk di A proposito di David dei fratelli Coen, nuovo astro nascente del firmamento hollywoodiano grazie anche all’intensa prova data nell’inedito A Most Violent Year, al fianco di Jessica Chastain. Sul set un numero considerevole di fuoriclasse, da Alfred Molina nel ruolo del suo antagonista, il vicesindaco Henry J. Spallone, a Jim Belushi, il sindaco uscente Angelo R. Martinelli, fino al felice ritorno di Winona Ryder nel ruolo del Presidente del Consiglio cittadino, Vinni Restiano.
«Show me a hero and I will write you a tragedy » cita un verso di Francis S. Fritzgerald dal quale il titolo della serie è tratto. La tragedia di un uomo e di un Paese si consuma sotto i nostri occhi accompagnata dai versi di Bruce Springsteen a riecheggiare come colonna sonora della fine di un sogno.

Manuela Santacatterina

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