UNA VOLTA NELLA VITA

Les héritiers, Francia, 2016 Regia Marie-Castille Mention-Schaar Interpreti Ariane Ascaride, Ahmed Dramé, Noémie Merlant, Geneviève Mnich Sceneggiatura Marie-Castille Mention-Schaar, Ahmed Dramé Produzione Loma Nasha, Vendredi Film, TF1 Droits Audiovisuels Distribuzione Parthénos, Lucky Red Durata 1h e 45′

In sala dal 

28 gennaio

Anne Gueguen insegna storia in un liceo alla periferia di Parigi. La sua nuova classe mette insieme alcuni dei peggiori soggetti della scuola, ignoranti e insofferenti all’educazione. Nonostante le enormi difficoltà, Anne è decisa a far crescere i suoi allievi: quale modo migliore di coinvolgere la classe partecipando al concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione?

Il film di Marie-Castille Mention-Schaar – che si ispira a una storia vera – è come una preziosa matrioska. Il soggetto principale è il percorso che i ragazzi compiono per testimoniare al concorso che cosa è stato l’Olocausto. Ma dentro a questo percorso c’è la presa di coscienza che ognuno deve fare per scoprire se stesso, lavoro a sua volta possibile grazie all’impegno della professoressa Gueguen. All’inizio del film i ragazzi sono praticamente incontrollabili, rispondono alle osservazioni dell’insegnante, litigano tra loro, non seguono le lezioni. A peggiorare il tutto ci sono le differenze sociali, etniche e religiose. Imitando i cliché – spesso sbagliati – di ciò che vedono nel loro giro di parenti e amici, non dimostrano però di averli realmente assimilati. Dentro di loro c’è spazio solo per rabbia, razzismo, prevaricazione, ogni dialogo è impossibile. La scelta di Anne è vincente perché da vera educatrice sa che non serve lo scontro, o meglio, serve essere duri e arginare la stupidità, ma a patto di far capire ai suoi allievi che il loro problema è non credere in se stessi, che rabbia e prevaricazione sono maschere che coprono la disperazione di chi rischia, una volta finita la scuola, di andare a fondo nella vita. Lei è l’unica che può aiutarli e il concorso sull’Olocausto è un elemento di formidabile coesione per le loro personalità complicate ed estreme. Appassionato e positivo (con punti di forte commozione, vedi il racconto del superstite di Auschwitz) il film esalta le doti d’attrice della sempre brava Ariane Ascaride nei panni di Anne e ci ricorda che la scuola non dovrebbe solo dispensare nozioni, ma interpretare un ruolo più importante: quello di aiutare i giovani a capire e a guardare le cose per poter imparare a crescere.

Valerio Guslandi

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