UN’AQUILA SUL TRENTINO


L’amore tra l’uomo e la natura segue la via dell’aquila in Trentino – Alto Adige. Si chiama Abel ed è il nuovo progetto del regista spagnolo Gerardo Olivares e del “wildlife director” austriaco Otmar Penker che questa volta hanno scelto i panorami alpini, le valli e le Dolomiti per ambientare la storia di un’amicizia tra un bambino e un’aquila. Nel cast, Jean Reno e il piccolo Manuel Camacho. Era dal 1988 che non si raccontava in questo modo la regione altoatesina al cinema, l’ultima volta fu con L’Orso di Jean-Jacques Annaud che aveva scelto le cime trentine come protagoniste assolute della storia. E ora il film prodotto da Walter Köhler per la viennese Terra Mater Factual Studios ritorna a quei paesaggi, scegliendo le locations in val Aurina, a duemila metri di quota. 


La storia: Lukas, interpretato da Manuel Camacho, è un orfano con una triste storia alle spalle
, che trova, salva ed accudisce un aquilotto, battezzato Abel, grazie anche all’aiuto del guardiacaccia Danzer (Jean Reno) e del solitario Keller (Tobias Moretti), trovando nell’animale l’amicizia, ricambiata, che la vita gli ha negato. Insieme i due condivideranno molte avventure, ma l’aquila Abel, cresciuta più in fretta di Lukas, presto sentirà il richiamo della natura. Per Lukas sarà un nuovo dolore, ma anche una lezione d’amore. Il film dovrebbe arrivare in sala in autunno, distribuito dalla Adler Entertainment, e potrebbe ripetere il successo di film dello stesso filone come Belle & Sebastien che nel 2013 al botteghino superò addirittura i sette milioni di euro. Sarà Abel il nuovo Belle?

 

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