A Berlino un museo per Bud Spencer

A cinque anni dalla scomparsa, si moltiplicano gli atti d’affetto verso l’attore: statue a Budapest, Livorno e nei quartieri spagnoli di Napoli, una via nel parmense, una targa sul Gran Sasso

Aprirà il 27 giugno nel cuore di Berlino il Bud Spencer Museum nel quale la famiglia Pedersoli rende omaggio al proprio marito, padre e nonno, scomparso proprio il 27 giugno di cinque anni fa, all’età di 86 anni. Centinaia di pezzi unici della vita privata dell’attore Carlo Pedersoli e della carriera cinematografica del suo alter ego Bud Spencer (foto inedite, le più belle locandine dei film, costumi originali e oggetti di scena da oltre 50 film) saranno esposti per un anno negli spazi del palazzo Römischer Hof sul centralissimo Viale dei tigli. Per l’edizione berlinese l’esposizione, attiva dal 2019, verrà rielaborata e trasformata in una grande festa, con spettacoli e ospiti. 

Proprio un neologismo tedesco aiuta a misurare la fama dell’attore in Germania e in alcuni paesi europei: sich budspenceren, traducibile in “picchiare come Bud Spencer. E a cinque anni dalla morte, l’affetto per Bud Spencer è intatto, anche grazie all’attività di numerosi fan club.

Statue sparse per l’Europa

Tre anni dopo la scomparsa, a Livorno, dove aveva girato due film molto amati, Lo chiamavano Bulldozer e Bomber, gli hanno reso omaggio con una statua alla fine di viale Italia. Il progetto è divenuto concreto grazie a una pagina Facebook dedicata all’attore e a un crowdfunding. La statua, realizzata da Fabrizio Galli, autore di carri allegorici del carnevale di Viareggio, è poi stata rimossa perché danneggiata.

La statua dedicata a Bud Spencer sul lungomare di Livorno

Resiste invece sulla Corvin Promenade, a Budapest, una statua di Bud Spencer in bronzo alta oltre due metri. In Ungheria Bud Spencer è molto amato. Durante il regime comunista i film americani erano vietati e gli spaghetti western erano considerati un veicolo di “valori positivi”. All’inaugurazione c’erano Cristiana a e Diamante, le figlie dell’attore, e il sindaco di Budapest, Mate Kovacs, che disse: «Aveva una forza unificatrice che ha creato una comunità di persone offrendo loro risate e gioia. Era un bravo atleta e un bravo attore, un buon marito ed un buon padre». La statua, realizzata da Szandra Tasnadi, mostra Bud Spencer vestito da cowboy con una sella sulla spalla destra e una Colt nella fondina. Sul basamento in marmo il nome dell’attore e, in ungherese, una frase di Terence Hill: «Non abbiamo mai litigato» («mi sohasem veszekedtunk»).

La statua dell’attore nel centro di Budapest in Ungheria

A pochi chilometri da Parma, nel comune di Fontevivo c’è invece una strada dedicata a Bud Spencer, all’altezza della rotatoria con la frazione Case Rosi. Fu inaugurata il 2 giugno del 2019 dal sindaco Tommaso Fiazza, accompagnato da Giuseppe Pedersoli, figlio dell’attore. La prima auto a transitare fu una Dune Buggy. Uno dei tributi all’attore napoletano si trova nella sua città. Si chiama “Bud”, dello scultore Mario Schiano. Una scultura del volto in legno in un vicolo dei Quartieri Spagnoli. E una statuina di Bud Spencer è sempre presente sulle bancarelle di San Gregorio Armeno. Attivissimo un sito di merchandising su Facebook mentre a Campo Imperatore a L’Aquila c’è un pannello sistemato dall’ente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per ricordare Bud Spencer a 40 anni dalle le riprese di Continuavano a chiamarlo Trinità (1971). Tra le scene girate sull’altopiano quella storica dove Bambino (Bud Spencer) mangiava i fagioli. Un luogo diventato meta di pellegrinaggio. 

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