Ancora più bello – La recensione

Al cinema dal 16 settembre la seconda parte della trilogia

“In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”. Da questo assunto pronunciato dalla giovane Marta (Ludovica Francesconi) prende il via Ancora più bello, secondo capitolo della saga teen dramedy avviata lo scorso anno con Sul più bello. Dopo dodici mesi, la storia tra lei e Arturo è effettivamente finita e, seppur con qualche strascico, Marta continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna, la fibrosi cistica. Neanche il tempo di metabolizzare quanto accaduto con l’ex che un nuovo amore le si presenta dietro l’angolo. Sarà Gabriele (Giancarlo Commare) l’anima gemella tanto agognata? Approfittando di un temporaneo trasferimento del ragazzo a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee con l’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura), a loro volta alle prese con i propri dilemmi, lavorativi e amorosi. Quando la storia con Gabriele sembra oramai aver preso una svolta negativa, arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta.

Gaja Masciale, Ludovica Francesconi e Jozef Gjura

Dopo il buon successo del primo film diretto da Alice Filippi, uscito nei cinema ad ottobre dello scorso anno (purtroppo nel pieno della seconda ondata di pandemia), Claudio Norza raccoglie alla regia il passaggio del testimone, lavorando su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Michela Straniero e Roberto Proia. Il sequel si appoggia sulle stesse carte vincenti del primo, ovvero su uno stile molto colorato e fiabesco, frutto di un connubio elegante di costumi, scenografia e fotografia e accentuato dall’ambientazione in due città come Parigi e Torino, che accolgono la storia e l’accompagnano visivamente in maniera armoniosa.

I personaggi che abbiamo già conosciuto si arricchiscono di sfumature, mentre c’è spazio anche per nuovi ingressi, come quello di Rebecca (Jenny De Nucci), una ragazza snob tutta ‘hashtag’ e apparenza, abituata a ragazzi solo di un certo livello, e Tommaso (Giuseppe Futia), un rider bello e gentile che farà perdere la testa a più di uno di loro.

Se il primo film si basava principalmente sulla malattia di Marta e il suo approccio alla vita, Ancora più bello tenta (non proprio benissimo) di espandersi su altri orizzonti, abbracciando molteplici tematiche sociali, dal bullismo al mobbing, al MeToo e le molestie sul lavoro, finendo per creare storyline di carente – e poco incisivo – spessore (tra queste ne spicca una con un decisamente dimenticabile cameo di Loredana Berté).

Ora aspettiamo la chiusura del cerchio con il terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

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