Bang Bang Baby, la recensione della nuova serie “pop crime” originale Amazon

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Arianna Becheroni, Bang Bang Baby

Fin dove ti spingeresti per amore?”: recita il claim nel trailer di Bang Bang Baby, nuova serie italiana originale Amazon in 10 episodi in onda dal 28 aprile e dal 19 maggio su Prime Video. Questa volta però l’amore di cui si parla non riguarda una romantica coppia, ma quello di una figlia degli anni ’80 verso suo padre, criminale della mafia milanese.

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E le prospettive si ribaltano, i generi si mischiano. Con una fotografia neon, musiche pop e ritmi narrativi avvincenti, Bang Bang Baby è davvero un crime drama tanto difficile da definire quanto godibile per le sorprese che riserva. Un po’ coming of age e un po’ thriller, questa serie originale miscela sfumature da black comedy in un racconto insieme suggestivo e inquietante e sempre sopra le righe.

La storia è ambientata nel 1986 e vede protagonista Alice (Arianna Becheroni, Mio fratello rincorre i dinosauri, 2019), adolescente di 16 anni che vive alla periferia di Milano. Figlia unica di madre single, Gabriella (Lucia Mascino), un giorno per caso scopre che il padre, Santo Maria Barone (Adriano Giannini), che credeva morto, in realtà è stato appena arrestato. Da quel momento la figura paterna diventa la sua ossessione. Lo cerca, lo trova e per amore si lascia travolgere dal suo pericoloso inferno sedotta dal fascino del crimine.

Michele Alhaique (Senza nessuna pietà, 2014, Romulus, 2020), regista della serie racconta di aver voluto dare a ciascun episodio un riferimento specifico alla cultura pop di quell’anno. Lo spot della Big Babol, le sit-com anni ’80, i brani musicali più famosi in quel periodo e finanche le caramelle e gli snack, rigorosamente coloratissimi, trasportano immediatamente nel clima dell’epoca, con un racconto però tutt’altro che tipico. Alice è un’adolescente immersa in una cultura pop che imbeve ogni dettaglio della sua storia e che stravolge i classici canoni del genere crime.

La storia di Bang Bang Baby è ispirata a quella di un personaggio reale, Marisa Merico, giovane donna, cresciuta in Inghilterra, che da ragazza scopre di essere la figlia dell’erede di una cosca mafiosa molto potente a Milano. Il suo libro, ‘Mafia Princess’, racconta proprio della fascinazione suscitata in lei dal padre, potente, sofisticato e amorevole ai suoi occhi, spietato a quelli del mondo.

Un po’ come Alice, Marisa, sopraffatta dalle attenzioni e dai doni del padre, fu trascinata sempre più a fondo nel regime sinistro e brutale della famiglia, assistendo a cose terribili da credere. Quando si accorse che non c’era limite a ciò che il padre si sarebbe aspettato che lei facesse per lui, Marisa comprese di dover rompere quel legame pericoloso.

In Bang Bang Baby il mondo di Alice all’incontro con il padre esplode in una affascinante spirale di emozioni contrastanti. Tra amore e repulsione, terrore ed eccitazione, Andrea Di Stefano, ideatore e cosceneggiatore della serie, narra di una ragazza che si lascia sedurre da una vita certamente più intensa di quella tranquilla e protetta che faticosamente sua madre Gabriella aveva cercato di costruirle attorno. Ma è chiaro che prima o poi Alice, nel passaggio dal gioco di una ritrovata complicità con suo padre alla realtà brutale in cui si va ad invischiare, dovrà pagare il prezzo di un amore tanto avvincente e pericoloso.

In questo mix di toni e di influenze si inseriscono egregiamente anche gli interpreti che, dalla giovanissima Becheroni, ai più esperti Mascino e Giannini, fino ad arrivare a Dora Romano (È stata la mano di Dio), che interpreta una nonna Lina capocosca, conferiscono credibilità e respiro ai personaggi all’interno di un racconto ricco di ritmo e in continuo movimento.

RASSEGNA PANORAMICA
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