Come può uno scoglio, la recensione del film con Pio e Amedeo

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Come può uno scoglio, Pio e Amedeo

Come può uno scoglio è il terzo film interpretato dal duo comico foggiano Pio e Amedeo. Dopo aver incassato rispettivamente 2,2 e 3,2 milioni di euro con i precedenti Amici come noi e Belli Ciao, i due si affidano al Gennaro Nunziante sodale di Checco Zalone per una commedia che punta a migliorare il risultato in questo post-Natale 2023. Anche per rilanciare il tour del Felicissimo Show che li continuerà a vedere esibirsi live nei teatri di tutta Italia.

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IL FATTO

Pio è un avvocato, vive a Treviso ma è nato è cresciuto sul Gargano. È sposato con Borromea, figlia di un nobile veneto, ed è stato designato dal suocero a correre da sindaco per favorire gli affari di famiglia. Un giorno a Pio viene affidato dal suo padre spirituale un detenuto in libertà condizionata, Amedeo, anche lui originario delle stesse zone di Pio. Amedeo è l’esatto contrario di Pio, ma questo contrasto aiuterà entrambi a cambiare e conoscere meglio loro stessi. Non senza dei clamorosi colpi di scena.

Come può uno scoglio, Pio e Amedeo

L’OPINIONE

La coppia comica foggiana si affida nuovamente a Gennaro Nunziante, il regista dei grandi successi di Checco Zalone fino a Quo Vado?, uno che di tempi comici se ne intende, così come di gestione dei personaggi. E si vede, perché l’equilibrio in questa storia che più classica non si può, quella del ricco e il povero che si trasforma in un road movie e che butta qua e là anche qualche frecciatina nei confronti dei malcostumi della nostra cara patria, funziona. La comicità trasgressiva televisiva di Pio e Amedeo viene qui mitigata e resa più accessibile a un pubblico più vasto, anche normalizzata in un politicamente corretto rassicurante e aggregante.

Un lavoro di sottrazione che contribuisce però a far venire fuori dei caratteri più classici e più efficaci rispetto ai loro usuali personaggi. La coppia è protagonista assoluta, tutto il resto è contorno, Come può uno scoglio va avanti per quadri e per battute, con un buon ritmo e senza particolari intoppi, ma anche senza picchi memorabili.

Eppure di un prodotto di questo tipo, soprattutto se presentato al pubblico nel pieno delle festività natalizie, l’industria cinematografica italiana ha bisogno, perché va a inserirsi in un buco di mercato lasciato vuoto dai vari fenomeni natalizi che hanno caratterizzato trent’anni di botteghino, da Pieraccioni ai Cinepanettoni e simili, e che sgonfiandosi hanno fatto molto male al nostro cinema, che ha visto venire meno a ogni livello, dalla produzione alla distribuzione fino a, soprattutto, l’esercenza, delle macchine da soldi che mettevano in sicurezza la filiera. Come può uno scoglio non ha quella potenzialità, ma dato che di Cortellesi ce n’è una, forse avere quattro o cinque Pio e Amedeo e simili sarebbe un bene.

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Dopo Zalone, Gennaro Nunziante aveva provato a fare di Rovazzi il nuovo fenomeno comico italiano con Il vegetale. L’esperimento non funzionò, ma il film merita una visione, perché anche in quel caso gli ingredienti giusti c’erano tutti.

Come può uno scoglio, Pio e Amedeo

RASSEGNA PANORAMICA
VOTO
come-puo-uno-scoglio-la-recensione-del-film-con-pio-e-amedeoCome può uno scoglio è il terzo film interpretato dal duo comico foggiano Pio e Amedeo. Dopo aver incassato rispettivamente 2,2 e 3,2 milioni di euro con i precedenti Amici come noi e Belli Ciao, i due si affidano al Gennaro Nunziante sodale di...