L’IPERBOLE DI ENRICO LUCHERINI

KOLOSSAL E NO

Un-sorriso_uno-schiaffoUn sorriso, uno schiaffo e un bacio in bocca, film di montaggio che avevo ideato e prodotto, si rivelò un grande successo al di là delle migliori aspettative: costato duecento milioni di lire, ne fece incassare alla Titanus due miliardi! Mi ero molto divertito nel farlo, mischiando i Musicarelli con i Melò di Matarazzo, i balli della Cardinale nel Gattopardo, con quelli della Mangano in Mambo, gli schiaffi della Loren in Bella mugnaia con quelli della Sanson in Tormento. Entusiasmato da questa esperienza cercai di bissarla con un’operazione analoga, costruita su un’idea altrettanto originale. La trovai in una piccola sequenza del film  Rosmunda e Alboino che Goffredo Lombardo non mi aveva fatto montare nel Sorriso e lo schiaffo: una manciata di fotogrammi nei quali Jack Palance offriva da bere ad Eleonora Rossi Drago dicendole: «Bevi Rosmunda, nel teschio di tuo padre ». E m’illuminai: il Peplum! Come non pensarci prima? Coinvolsi due cari amici, l’autrice Tv Irene Ghergo e Antonio Avati, fratello di Pupi e grande conoscitore del cinema di serie B. Nelle moviole del Centro Sperimentale  vedevamo scorrere davanti ai nostri occhi coreografie di Don Lurio (faceva danzare uomini uccello!); lotte di Golia contro coccodrilli di cartapesta; terremoti girati nelle marane della periferia romana. Tra centinaia di titoli improbabili (Sansone contro Sylva Koscina e Ursus contro Moira Orfei) i pezzi forti sarebbero stati Totò contro Maciste e Due notti con Cleopatra, unico seno nudo al cinema della Loren, perfetto per creare clamore sulla stampa. Chiesi a Maurizio Costanzo di fare la voce narrante del film. Per la grafica del titolo copiai quella monumentale di Ben Hur e per l’uscita organizzai un’anteprima faraonica con un ballo a tema. Risultato al botteghino? Un flop senza precedenti in tutta Italia con record negativo a Genova: solo quattro spettatori in un giorno! Dulcis in fundo: a cinque giorni dall’uscita la pellicola venne ritirata dalle sale perché “ingenuamente” non avevo chiesto i diritti dei film di cui avevo montato gli spezzoni. Kolossal si rivelò un disastro degno del titolo e di quelli epocali che raccontava.

IL SILENZIO É D’ORO

«C’è qualcosa in un clown che mi inquieta. Nel suo volto dipinto e nel sorriso fittizio » – Johnny Depp
«Spero di dissolvere presto l’immagine di attore con il teschio in mano » – Fabrizio Gifuni
«C’è una cosa che mi fa paura: l’opinione della mia mamma » – Michael Fassbender
«Il giovane ha la necessità di fare l’amore spesso. Per me questa cosa ginnica diventa un po’ faticosa. All’inizio c’è l’eccitazione dello scandalo: il proibito mi ha sempre eccitato. Ma dura un anno, due » -  Piera Degli Esposti