Jaco Van Dormael, la sua Bovary girata in 5 giorni

Il regista belga è tornato dietro la macchina da presa per un piccolo film sperimentale, ma sta già pensando al futuro

jaco van dormael bovary

Jaco Van Dormael e Madame Bovary. Un’accoppiata intrigante, ovvero uno dei personaggi letterari femminili più affascinanti della letteratura francese e un visionario regista, belga, ma sarebbe meglio dire europeo.

Jaco Van Dormael è lontano dal grande schermo dal 2015, quando grande successo ebbe in tutto il mondo Dio esiste e vive a Bruxelles. Ma dopo due film produzioni imponenti, come questo appunto e il precedente Mr. Nobody (uno dei film più costosi della storia del cinema europeo) Van Dormael, che nel frattempo si è dedicato moltissimo al teatro, ha cambiato decisamente prospettiva.

Bovary, è stato girato in appena cinque giorni.

Interpretato da Maalke Neuville nel ruolo della protagonista, è stato realizzato dopo che il regista è stato contattato da Michael De Cock, direttore artistico del Royal Flemish Theatre (KVS) di Bruxelles. uella che inizialmente doveva essere una piece teatrale diretta dallo stesso De Cock e Carme Portaceli, a causa della pandemia si è trasformata in un film.

Michael De Cock mi ha chiesto però che non fosse solo teatro filmato” ha spiegato Van Dormael. “In cinque giorni ho cercato di fare qualcosa che non è fosse completamente cinema e nemmeno teatro.”

Bovary è un esperimento, nel quale Van Dormael fa un uso massiccio della retroproiezione e di lunghi primi piani, uno addirittura della durata di 10 minuti, oltre che a molti altri trucchi squisitamente cinematografici.

Bovary debutta oggi, 30 aprile, sul canale belga Canvas, ma la sua vita successiva sarà certamente nel circuito festivaliero internazionale.

Quando un pubblico va al cinema a vedere un film è sempre un mistero perché questo accada” ha detto Van Dormael. “Quando realizzo un’opera, lo faccio per gettare un messaggio in una bottiglia nel mare. Non so mai che la troverà e leggerà il messaggio. E ancora di più con questo, che è uno strano film”.

Van Dormael vinse la Camera d’Or a Cannes nel 1991 con Toto Les Héros film diventato un vero cult. A proposito del romanzo di Gustave Flaubert ha detto di averlo letto a scuola e di averlo riscoperto preparando il film.

“Bovary è stato un esperimento, cinque giorni di riprese per una storia di 80 minuti. Per Mr. Nobody ci sono voluti sei mesi di sole riprese. Ho dovuto prendere tutte le scorciatoie possibili, aiutato da Neuville e Koen De Sutter che avevano provato per mesi e sono arrivati sul set incredibilmente preparati. I grandi attori sanno recitare sia davanti un pubblico distante 40 metri che davanti a una camera distante 40 centimetri”.

“Tutto il progetto è molto 2021. Non ce la facciamo più a stare senza fare niente e allora cerchiamo la bellezza in ogni cosa. In questo caso, nel fare cinema dal teatro”.

Dopo Bovary, Jaco Van Dormael non vede neanche l’ora di tornare al suo cinema, e la seconda buona notizia che è in sviluppo il suo nuovo film, La Matiere Des Rêves, di cui sta ultimando la sceneggiatura.

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