Jesus Christ Superstar, la Pasqua in opera rock

Anche questo film appartiene alla Ciak Collection, una selezione dei titoli più belli scelti dai lettori della testata e raccontati dalla redazione.

jesus Christ Superstar

In principio era un album. Poi l’album divenne spettacolo e film (musicale): stiamo parlando di Jesus Christ Superstar (1973), trasposizione cinematografica diretta da Norman Jewison del musical omonimo sull’ultima settimana della vita di Gesù (interpretato nel film da Ted Neeley), liberamente riletta in forma di opera rock.

Un film che ha espresso e segnato indelebilmente un’epoca, quella della contestazione: non a caso, è con un gruppo di viaggiatori-attori hippie che si apre il film. Li vediamo scendere dal loro pullman e prepararsi per la rappresentazione, che di canzone in canzone ripropone gli episodi chiave del racconto evangelico, ma all’insegna di anacronismi e cambi di prospettiva emblematici, come la presenza di carri armati in scena, le canottiere rosa indossate dai soldati romani e la centralità della figura di Giuda Iscariota (Carl Anderson).

Un capitolo imprescindibile del musical, cinematografico e non solo. Tutto comincia però, incredibilmente, in Liguria, più precisamente in una villa alla Mortola, non lontano da Ventimigilia: è lì che, nel 1969, il ventenne compositore Andrew Lloyd Webber e il ventitreenne paroliere Tim Rice (destinati a lunga gloria nel musical anche con opere
future come Evita) gettano le basi della canzone Superstar, da cui ha origine il grande
musical su Gesù.

L’anno precedente Webber e Rice avevano già scritto insieme un’altra opera di ispirazione biblica, Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat. Nel 1970 è pubblicato il doppio album Jesus Christ Superstar, con un’orchestra sinfonica di 85 elementi: vi prendono parte, tra gli altri, i cantanti Ian Gillan (voce dei Deep Purple), nella parte di Gesù, e Murray Head in quella di Giuda.

Il successo è tale che il produttore Roger Stigwood decide di farne sia uno spettacolo teatrale che un film. Il primo va in scena per la prima volta a Broadway nel 1971 (diretto da Tom O’Horgan, già regista di un altro celebre musical, Hair), poi nel 1972 a Londra. La pellicola invece è affidata allo sceneggiatore Melvyn Bragg e al regista Norman Jewison (tre volte candidato all’Oscar, nel 1968 per La calda notte dell’ispettore Tibbs, nel 1972 per Il violinista sul tetto e nel 1988 per Stregata dalla luna), anche co-produttore.

Nel ruolo di Maria Maddalena torna la stessa interprete del musical originale, Yvonne Elliman, la cui carriera nel mondo della musica prenderà il volo proprio grazie all’opera rock cristologica: seguiranno, tra le altre cose, una collaborazione con Eric Clapton e la partecipazione alla colonna sonora de La febbre del sabato sera (1978), come interprete del brano If I Can’t Have You scritto dai Bee Gees.

Il ruolo di Gesù viene affidato a Ted Neeley

Trentenne attore e cantante texano la cui band d’esordio (i Teenage Singin’ Rock’n’Roll Drummer) era stata sciolta a causa della guerra in Vietnam. Neeley arriva per la prima volta al ruolo grazie alla sua collaborazione col regista dello spettacolo a Broadway, O’Horgan, che lo aveva già diretto nell’allestimento di Hair (dove interpretava Claude) e lo volle anche nella versione teatrale di Jesus Christ Superstar (anche se il primo provino fu per la parte di Giuda). L’attore-cantante ebbe modo di conoscere anche Jewison, in occasione della prima a Los Angeles del musical Tommy, dove Neeley interpretava il protagonista.

Per il personaggio di Giuda (vero e proprio co-protagonista) viene scelto invece Carl Anderson, che prima del film aveva ricoperto lo stesso ruolo (affiancando Neeley nella parte di Gesù) nell’evento Superstars Under The Stars, spettacolo all’aperto realizzato all’Universal Amphitheatre di Los Angeles. È in quell’occasione che, durante le prove, Jewison filma i provini di entrambi gli attori nelle versioni cinematografiche dei rispettivi personaggi, convincendosi infine a reclutarli anche per la trasposizione filmica.

I due attori resteranno molto legati nel tempo ai loro ruoli

Riprendendoli in occasione di successivi allestimenti anche a distanza di decenni, e in particolare nell’epico tour del 1992 (per celebrare i vent’anni del musical) che, in virtù della straordinaria risposta di pubblico, durerà per ben cinque anni tra Stati Uniti e Canada arrivando a 1700 repliche. Purtroppo la collaborazione tra i due attori e amici si interrompe nel 2004 con la morte di Anderson per leucemia. Neeley invece continuerà a interpretare Gesù fino agli anni più recenti, prendendo parte anche al longevo allestimento italiano (replicato per oltre vent’anni) diretto da Massimo Romeo Piparo.

Jesus Christ Superstar

Il film del 1973 fu girato in Israele, interamente in esterni, aggiudicandosi anche le candidature ai Golden Globe 1974 per Neeley e Anderson (entrambi nella categoria miglior
attore in un film commedia o musicale) e agli Oscar (ad André Previn, Herbert Spencer e
Andrew Lloyd Webber) per il miglior adattamento con canzoni originali.

Non tutti però furono contenti di questa versione rock della Storia della Salvezza, anzi ci fu chi gridò allo scandalo. Troppo audace (specie all’epoca), almeno per gli interpreti più oltranzisti della fede cristiana, una rivisitazione che presentava, tra le altre cose, il “traditore” Giuda come un personaggio complesso, ricco di umanissimi dubbi, e che nel consegnare il Messia ai carnefici in cambio dei famigerati trenta denari risulta soprattutto vittima del suo destino e delle manipolazioni dei sacerdoti del Tempio.

Ma c’è anche una Maria Maddalena carnalmente innamorata di Gesù (come si può evincere dall’intenso brano I Dont’ Know How To Love Him). Senza contare che l’opera finisce senza mostrare esplicitamente il momento della Resurrezione, rimarcando dall’inizio alla fine più la natura umana che quella divina del protagonista.

La BBC rifiutò di trasmettere l’album considerandolo «sacrilego».

Diverse le manifestazioni di protesta davanti ai teatri e ai cinema dove veniva eseguita o proiettata l’opera (arrivando talvolta anche alla rissa), mentre in Sud Africa furono addirittura vietate le proiezioni. Malgrado ciò sono stati in molti, anche tra i credenti, ad aver apprezzato il lavoro di Webber, Rice, Jewison & Co. Tra questi, secondo quanto raccontato da Neeley, ci sarebbe persino il pontefice di allora, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, che avrebbe visto il film (fattogli recapitare da Jewison) in proiezione riservata al Vaticano, affermando infine che l’opera avrebbe potuto rafforzare la diffusione del messaggio cristiano grazie all’apporto di una musica così popolare tra i giovani.

La notizia, ufficialmente smentita, la dice comunque lunga sulla sincera (e oggi riconosciuta dai più) tensione spirituale di un musical che, ha affermato il co-creatore Rice, ha tra le principali fonti di ispirazione il Vangelo di Giovanni e lo studio Vita di Cristo del vescovo Fulton Sheen.

Jesus Christ Superstar è parte della Ciak Universal Collectionjesus christ superstar