Maledetto il giorno che t’ho incontrato, i 30 anni del film raccontati da Carlo Verdone e Margherita Buy

Alla Nuvola di Roma i due protagonisti festeggiano con successo il trentennale di Maledetto il giorno che t'ho incontrato, tra ricordi e aneddoti

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Biglietti volatizzati in appena 48 ore, una sala gremita di 1800 persone. L’incontro con il pubblico di Carlo Verdone e Margherita Buy per il trentennale di Maledetto il giorno che t’ho incontrato alla Nuvola di Roma è un grande successo e batte ogni paura del Covid, a testimonianza del profondo e immutato affetto dei fan per una pellicola che ha saputo raccontare al meglio ansie e nevrosi di due protagonisti ancora oggi amatissimi.

Ne ha parlato a lungo Carlo Verdone, sempre molto a suo agio nel narrare le genesi dei propri film e grande mattatore quando si tratta di raccontare aneddoti. E anche di Maledetto il giorno, ovviamente, ne ha cacciati fuori a iosa.

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Come nacque Maledetto il giorno che t’ho incontrato

Dopo una lunga serie di commedie scritte insieme ai fedelissimi Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, Verdone andava alla ricerca di qualcosa di nuovo. L’idea per Maledetto il giorno nacque da un suo incontro con la sceneggiatrice Francesca Marciano:

«All’inizio degli anni Novanta avvertivo che la società stava cambiando – spiega Verdone – C’era una grande fragilità nelle persone, le coppie duravano meno e tutti stavano cominciando andare in analisi. Fenomeno che era scattato in America anni prima, come ci mostrano i film di Woody Allen. Dunque cercavo un argomento nuovo. Avevo scritto tutti i miei film con Benvenuti e De Bernardi, mi serviva una novità. A piazza Farnese incontrai Francesca Marciano, che conoscevo per alcuni suoi lavori. Mi disse che voleva essere messa alla prova. Andai a casa sua, mi fece addentrare nel mondo dell’analisi, dell’ipocondria. Rimasi interessato e gettammo così il seme del soggetto».

A quel punto, serviva trovare un’attrice protagonista. La scelta di Carlo cadde su Margherita Buy dopo averla vista nel film La stazione diretto da Sergio Rubini.

«Quando vidi quel film, rimasi molto colpito da Margherita: non aveva niente di mediterraneo, sembra quasi una belga o una francese, e non aveva alcuna calata romana nel suo accento. Più la guardavo, più sentivo che aveva qualcosa che vibrava. Aveva un’anima vivace e mi piacevano molto i suoi tempi di recitazione. Ne parlai a Francesca Marciano e piano piano cominciammo a scrivere il film direttamente su Margherita, che si affezionò al progetto. Francesca scrisse i dialoghi di Margherita e io i miei».

Bernie e Billa come Carlo e Margherita

«Carlo e Margherita erano due attori perfetti per questo film, super ipocondriaci tutti e due! – spiega Francesca Marciano, a cui si è aggiunta la Buy: «Avevo delle somiglianze con il personaggio di Billa, l’ipocondria, la paura e l’ansia facevano parte di me. Ho capito molto di me stessa con questo personaggio».  Maledetto il giorno che t’ho incontrato 

Ansia che, a detta di Verdone, è tuttavia fondamentale per spingerti più in là e superare i limiti: «Senza ansia non avrei avuto la stessa adrenalina che mi ha portato così in alto. L’ansia è madre e matrigna, ti dà quel turbo in più. È giusto aver paura».

Ipocondria a parte, fu un set pieno di risate, di cui anche Margherita Buy riserva un grande ricordo: «Non ho mai riso così tanto in un film, le scene in cui ingurgitiamo tutte quelle pasticche furono micidiali, girate in due soli ciak».

«La scena in cui la polizia inglese mi arresta perché mi trova un sacchetto di polvere bianca è tratta da una storia vera – racconta Carlo – Mi fermarono all’aeroporto e cercai in tutti i modi di spiegare in inglese che si trattava di una polvere lassativa!»

E si va avanti con i ricordi e gli aneddoti, tra misteriose “mani mozzate” trovate in Cornovaglia per alleviare dolori di tutti i tipi e la “maledizione” del numero 22 che accompagnò Carlo Verdone per tutto il suo viaggio (guarda i video qua sotto per il racconto completo).

 

Sul finire, un doveroso accenno anche alla colonna sonora composta da ben cinque brani di Jimi Hendrix: «Questa pellicola ha un record mondiale che non potrà mai esser battuto: quello di aver usato ben 5 brani di Jimi Hendrix. Oggi con la famiglia che detiene severamente i diritti sarebbe assolutamente impossibile».