Mediterraneo, Salvatores: “Quando annunciarono il vincitore invece di “The winner is Italy”, capii “The winner is Ilary”…poi mi hanno fatto alzare”

La pellicola ha vinto l'Oscar al miglior film in lingua straniera nel 1992

Il 31 gennaio 1991, “Mediterraneo” diretto da Gabriele Salvatores usciva nelle sale italiane. Il film fece il giro del mondo e rappresentò l’Italia agli Oscar come Miglior film straniero. A sorpresa il 30 marzo 1992, mentre tutti, compreso il regista, si aspettavano la vittoria di “Lanterne rosse” di Zhang Yimou, la pellicola vinse la statuetta.

Gabriele Salvatores ed il resto del cast sono stati intervistato da Sorrisi.com dove hanno raccontato quell’incredibile avventura. Il regista si è espresso così:

«Oggi, se ripenso a “Mediterraneo”, lo sento come una vacanza che fai in un bel posto e dove sei stato bene, ma non riesci a collocarla nel tempo. Era un film che giocava con il genere: non è un film di guerra, ma ci sono dei soldati; non è un film d’amore, ma ci sono storie d’amore; non è un film sull’amicizia, ma delle persone si ritrovano e stanno insieme. Parla della possibilità di incontrare popoli diversi e lingue diverse, e scoprire che in realtà siamo simili, “mia faza, mia raza”. In quel Mediterraneo che, purtroppo, ora è diventato una specie di bara».

Lo stesso Salvatores ha voluto raccontare un piccolo aneddoto sulla proclamazione del vincitore come miglior film straniero del 1992:

«Nei primi mesi del 1992 eravamo in mezzo al deserto del Messico, pieni di polvere, a girare “Puerto Escondido”. Ci dissero che “Mediterraneo” era nella cinquina degli Oscar. Decidemmo di partire per Los Angeles. Lo presi come una vacanza: “Che bello finalmente mi farò la doccia tutti i giorni!”. Sylvester Stallone annunciò il vincitore, ma io, invece di “The winner is Italy”, capii “The winner is Ilary” e pensai: “Dai, c’è un sesto film in lizza”. Poi mi hanno fatto alzare e sono salito sul palco. C’era la Guerra del Golfo, così, dopo aver ringraziato tutti, nella mia ingenuità mi sono permesso di dire: “Fate come i soldati di Mediterraneo, smettete di fare la guerra!”. Non sapevo che non si potesse parlare di politica. Mi hanno preso in due e scortato fuori».

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