Nastri d’argento Grandi serie, vincono Muccino, Özpetek e Gassmann

Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha assegnato i Nastri alle migliori serie televisive italiane dell'ultimo anno

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Gabriele Muccino, Nastri d'argento Grandi Serie

Per la seconda volta, dopo il successo della prima edizione, il meglio della serialità viene celebrato con i Nastri d’argento Grandi serie, premi ideati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, in collaborazione con la Film Commission Regione Campania. “Questa iniziativa è nata un anno fa perché le serie sono cinema che ha cambiato formato. Per questo un mondo così importante, che si sta facendo strada non solo in Italia, meritava un segno di attenzione anche da parte nostra”, ha detto Laura Delli Colli, presidente del Sngci, nella consueta conferenza stampa che ha preceduto la serata al Teatro di Corte di Palazzo Reale.

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Sono state dodici le serie produttivamente più significative e ambiziose dell’anno candidate al premio per la Miglior Serie 2022 e sedici in tutto i titoli che, nei generi più seguiti, hanno conquistato nelle ultime stagioni l’attenzione del grande pubblico.

A vincere come Migliori grandi serie sono stati A casa tutti bene di Gabriele Muccino (Sky Original) e Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek (Disney+). Nastro dell’anno a Zerocalcare per Strappare lungo i bordi (Netflix). Vita da Carlo (Prime Video) è stata la serie più votata tra quelle original, con Carlo Verdone premiato anch’egli con un Nastro.

La serie ha avuto un grosso riscontro che va oltre i numeri. La gente l’ha vista e apprezzata – ha detto Muccino di A casa tutti bene -. L’idea è nata mentre giravo a Ischia il film originale da cui è tratta. Quando ho visto gli attori estremamente coesi in questa avventura ho pensato si dovesse fare una serie perché dei personaggi così vivi non potevano essere lasciati incompiuti. Questa creatura è nata dalla mia famiglia e dalle declinazioni di essa, fotografe in maniera anche impietosa. Per questo ho sentito l’esigenza di scrivere e girare anche tutti gli episodi”, ha detto il regista, annunciando da lunedì 6 giugno l’inizio delle riprese al Gianicolo, a Roma, della seconda stagione della serie.

Il Nastro per il genere Crime è andato a I bastardi di Pizzofalcone, che vede tra i protagonisti Alessandro Gassmann e Massimiliano Gallo, con una terza stagione diretta da Monica Vullo. “È una serie alla quale abbiamo lavorato tantissimo e con Maurizio De Giovanni è nata una collaborazione importante, che mi ha portato anche a realizzare il mio primo film da regista, Il silenzio grande”, ha detto Gassmann, premiato anche per la serie Il professore: “Per la prima volta nella mia vita ho dovuto studiare la filosofia“.

Napoli racconta delle storie e noi semplicemente le trasformiamo“, ha aggiunto De Giovanni, mentre Gallo ha ringraziato per l’attenzione dei giornalisti e del pubblico nei confronti delle serie. “Questo è un lavoro di grande sacrificio e sudore e i premi sono carezze a cui teniamo molto che ci spingono a credere in questo lavoro“.

A conquistare il Nastro come genere Dramedy è stato Doc-Nelle tue mani. “Lavoriamo a questa serie da tre anni, di cui siamo molto orgogliosi. In un periodo così difficile abbiamo sentito la responsabilità di raccontare delle categorie importanti, come quelle dei medici e degli infermieri, che ci sono state molto vicine – ha detto il protagonista Luca ArgenteroÈ stata un’esperienza molto forte, visto che affrontiamo temi giganteschi come la vita, la morte, la sofferenza, l’amore, la famiglia. Io dovevo interpretare la storia di un uomo che perde un figlio e non se lo ricorda più, quando poi tornavo a casa da mia moglie incinta. Abbiamo vissuto delle emozioni forti. E questo è il bello del nostro mestiere che ci fa capire quanto conti essere umani. Voglio dedicare il premio a tutti noi che facciamo questo mestiere, cercando di regalare un sorriso che vale quanto una medicina e una terapia che riesce a dare sollievo. Oggi posso dire di sentirmi anche utile“.

Se Bangla di Phaim Bhuiyan, che ha diretto insieme a Emanuele Scaringi, vinto come Miglior serie commedia, Yara di Marco Tullio Giordana e Sabato, domenica e lunedì di Edoardo De Angelis hanno preso il premio come Migliori film tv. Al produttore Domenico Procacci è andato il riconoscimento come Miglior regista esordiente per Una squadra. Nastri speciali anche all’autrice Lisa Nur Sultan e all’intero cast femminile della serie Rai Studio Battaglia, ossia Barbora Bobulova, Lunetta Savino, Miriam Dalmazio, Marina Occhionero e Carla Signoris.

Non sono mancati i premi agli attori. Maria Chiara Giannetta e Argentero hanno vinto rispettivamente come protagonisti di Blanca e Doc-Nelle tue mani. Migliori attrici non protagoniste Ambra Angiolini e Anna Ferzetti per Le fate ignoranti, ex aequo con Monica Guerritore, nei panni di Gianna Scarpelli, ex moglie di Verdone, in Vita da Carlo, e Fiorella Totti, mamma di Francesco, in Speravo de morì prima. “È il primo premio che ricevo nella mia carriera e sono molto felice – ha detto GuerritoreAnche noi attori di teatro studiando possiamo interpretare ruoli come questi nella serialità“.

Eduardo Scarpetta è stato premiato come Miglior attore non protagonista per L’amica Geniale-Storia di chi fugge e di chi resta insieme a Max Tortora per Tutta Colpa di Freud e Vita da Carlo. “Sono arrivato a un punto altissimo. Quest’anno è stato importante per me, ma questo premio mi spinge anche ad andare avanti”, ha detto Scarpetta. “Prima stavo rivedendo le immagini di Alberto Sordi che nel 1960 prendeva il Nastro d’argento – ha aggiunto TortoraIl nostro è un mestiere bellissimo e ogni anno che va avanti mi accorgo di quanto lo sia“.

Grande attenzione anche nei confronti dei giovani. Il premio Biraghi è andato agli esordienti Caterina De Angelis e Antonio Bannò di Vita da Carlo, che nella serie interpretano la figlia di Verdone, Maddalena, e il fidanzato della figlia, Chicco.

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