Nudes, Laura Luchetti racconta la serie sul Revenge Porn

La regista Laura Luchetti, rivelatasi con Fiore gemello, racconta la serie al via su RaiPlay e anticipa il suo prossimo film tratto da La bella estate di Pavese

Nudes Laura Luchetti

«Il click di quelle foto è la firma di Mefistofele». La regista e sceneggiatrice Laura Luchetti presenta così l’orrore del revenge porn, piaga (a)sociale che colpisce in particolar modo
gli adolescenti e devasta le vite di chi subisce l’onta di vedere immagini della propria intimità messe in rete da ex-partner che si trasformano in criminali.

Laura Luchetti, già autrice nel 2018 del delicato Fiore gemello e dell’amara riflessione
sull’amore nel corto animato Sugar Love che le ha fruttato un Nastro d’Argento, è la regista delle dieci puntate di venti minuti ciascuna di Nudes, serie prodotta da RaiFiction e BIM che andrà in onda dal 20 aprile su RaiPlay.

Nudes, basato su una serie originale norvegese distribuita da Wild Bunch TV, segna il debutto di Laura Luchetti nella serialità televisiva.

Nudes Laura Luchetti

Luchetti, rispetto all’originale ha portato cambiamenti?

Ovviamente. Per prima cosa dovevamo adattare il format originale alle tre storie che raccontiamo e alla personalità dei nostri interpreti, poi c’era un problema di fondo.

Quale?

Per me la serie originale, pur bella, era troppo pudica e, soprattutto, senza nudi. Così il revenge porn non appariva mai, probabilmente perché loro hanno un approccio più “nordico” del nostro a certe emozioni. Il mio Nudes invece è meno contenuto, più passionale e sensuale, così anche se con garbo certe cose le mostro. Non avevo mai fatto tv prima, con questa serie ho imparato a parlare con nuovi mezzi e per le scene più esplicite ho girato volutamente in modo “sporco”, anche con dei fuori fuoco, proprio perché queste foto e questi filmati sono quasi sempre così.

Nudes laura luchetti

Come ha scelto i protagonisti?

Abbiamo girato in Emilia Romagna dopo due mesi di casting sul territorio. A parte la nostra Sofia, Fotinì Peluso, che aveva già diverse interpretazioni all’attivo e Nicolas Maupas, che interpreta Vittorio, Anna Agio che ha il ruolo di Ada è un volto nuovo per il cinema e la tv, così come tutti gli altri, adolescenti della serie, che non avevano mai recitato prima. Una ragazza l’ho scoperta a mezzanotte a Bologna davanti alla basilica di Santo Stefano, quando l’ho avvicinata per chiederle di sottoporsi a un provino lei e i suoi amici mi hanno preso per matta. Tieni presente che abbiamo girato tutto in pieno Covid, otto settimane di riprese con diciotto attori in venticinque location diverse. È stato un vero tour de force.

Come è strutturata la serie?

In realtà è come se avessi girato tre mini- film: con gli sceneggiatori Emanuela Canonico, Valerio D’Annunzio, Matteo Menduni e Giulio Fabroni abbiamo dedicato quattro puntate alla vicenda di Vittorio e tre ciascuna a quelle di Sofia e di Ada, che dei tre è quella che cade
ingenuamente nelle mani dei ricattatori.

In Fiore gemello è riuscita a vincere i pudori religiosi del giovane protagonista Kallil Kone, da lei ripreso in una scena d’intimità con Anastasiya Bogach e ora affronta il revenge porn. Cosa l’affascina delle turbe degli adolescenti?

Come diceva Cesare Pavese «l’adolescenza è l’età che conosciamo meglio perché è quella che ha vissuto più a lungo in noi» e forse io non sono mai voluta crescere. Poi il fatto di avere una figlia di 16 anni mi permette di godere dentro casa di uno “spionaggio industriale” sul mondo degli adolescenti. Per ottenere la fiducia dei ragazzi è fondamentale saperli ascoltare e fargli capire che da parte mia non c’è alcun intento voyeuristico nei loro riguardi. Futinì, ad esempio, ha girato una scena d’amore molto intensa che non sarebbe
stato possibile affrontare se lei non si fosse affidata completamente. I temi che mi sono cari sono quelli della perdita dell’innocenza e della sua riconquista e per questo mi occupo dell’adolescenza.

nudes laura luchetti

Parallelamente però i suoi corti animati parlano decisamente degli adulti, non trova?

Con Lulù Cancrini e Marco Varriale, i ragazzi dello Studio Moonchausen con cui ho girato i corti Bagni e Sugar Love, ho sempre detto che il compito dei nostri corti è quello di commuovere. La nostra è un’animazione che parla alla pancia dello spettatore e gli esperimenti stilistici non sono una priorità per noi: quando in Sugar Love le due statuine su una torta nuziale si mostrano più umane e piene di sentimenti dei futuri sposi il risultato
è stato raggiunto.

Dopo Nudes tornerà all’animazione?

In realtà il prossimo progetto è un film tratto da La bella estate di Cesare Pavese, ambientato a Torino nel 1939. Racconta la vicenda di quattro adolescenti, quindi proseguo nel mio “karma”. Però, visto che nel film c’è lo scorrere delle stagioni, conto di sfruttare il gap inevitabile che mi costringerà a sospendere per sei mesi le riprese e, in quel periodo, vorrei realizzare anche un nuovo corto animato. I Moonchausen per realizzare i due corti precedenti ora mi mancano moltissimo.

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