Ray Fisher conferma il suo addio a Cybrog e attacca Walter Hamada

L'attore si è sfogato amaramente su Twitter chiarendo la sua posizione sulla decisione e ribadendo le accuse rivolte al presidente della Warner Bros. Hamada

Il Cyborg di Ray Fisher è stato eliminato ufficialmente dalla sceneggiatura di The Flash, il prossimo cinecomic della DC diretto da Andy Muschietti in arrivo nel 2022.

Nei mesi passati, Fisher si era scagliato in diverse occasioni contro Joss Whedon (regista di Justice League subentrato a Zack Snyder) e Walter Hamada, presidente di Warner Bros., denunciando continue vessazioni e minacce subite durante le riprese aggiuntive di Justice League con l’avallo di chi invece avrebbe dovuto vigilare sui comportamenti poco ortodossi del regista.

Inizialmente Fisher sarebbe dovuto apparire in The Flash in un cameo, ma l’attore ha dato conferma, tramite un lungo post sui social, che non sarà presente in alcun modo nel lungometraggio, esprimendo il suo rammarico sulla decisione presa.

Vi riportiamo le sue parole, intrise di amarezza:

Ho ricevuto la conferma ufficiale che la Warner Bros. Pictures ha deciso di rimuovermi dal cast di The Flash. Sono fortemente in disaccordo con la loro decisione, ma la cosa non mi sorprende. Nonostante il malinteso, il coinvolgimento di Cyborg in The Flash è stato molto più grande di un cameo – e mentre piango l’opportunità perduta di riportare Victor Stone sullo schermo, credo che mettere luce sulle azioni di Walter Hamada si rivelerà un contributo molto più importante al nostro mondo.

Il 30 dicembre 2020 ho chiarito che non potevo, con la coscienza pulita, partecipare più a nessuna produzione associata all’attuale presidente della DC Films, Walter Hamada. Il ragionamento che ha portato a quella dichiarazione è duplice:

1) il tentativo intenzionale di Walter di minare l’indagine al fine di proteggere il suo amico, ed ex co-presidente, Geoff Johns.

2) Il tentativo di Walter di proteggersi contribuendo alla diffusione pubblica di bugie e disinformazione su di me e sull’indagini su Justice League in un comunicato inviato a The Wrap in data 4 settembre.

[…]

Il 7 luglio 2020 ho tenuto una chiamata di 57 minuti con Walter informandolo più volte dei comportamenti irrispettosi di Joss Whedon, Geoff Johns e Jon Berg. Water a quel punto invece di darmi ascolto ha deciso di coprire Geoff Johns. E quando gli ho fatto notare che era una delle cause principali del problema compreso il palese razzismo ha tentato di  farmi dire i nomi di altri possibili testimoni per poi smentire alcune mie parole basandosi sui legami personali con Geoff.

[…]

Le mie uniche colpe per questa decisione sono quindi state quelle di:

1)  Provare a proteggere tutti quelli che sono stati abbastanza coraggiosi da testimoniare alle indagini di Justice League

2) Usare il mio poco potere per assicurarmi che i comportamenti accaduti durante le riprese aggiuntive di Justice League non accadano mai più.

Nessuno, in qualsiasi posto di lavoro, dovrebbe discutere con i suoi dipendenti di accuse di abusi, razzismo o discriminazione per poi favorire la catena di comando. E nessuno, in nessuna posizione di leadership, dovrebbe cercare di dissuadere i propri dipendenti che decidono di condannare il gesto.

[…]

E se il prezzo da pagare, per aver portato consapevolezza e responsabilità per le azioni di Walter Hamada, è la fine del mio tempo nel ruolo di Cyborg, allora lo pago con piacere.

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