ANNIE PARKER

Decoding Annie Parker Usa, 2013 Regia Steven Bernstein Interpreti Helen Hunt, Samantha Morton, Aaron Paul Sceneggiatura Adam e Steven Bernstein, Michael Moss Produzione Steven Bernstein, Keith Kjarval, Clark Peterson, Stuart W. Ross, Ron Senkowski, Mary Vernieu Distribuzione Koch Media Durata 1h e 31′
www.decodingannieparkerfilm.com

In sala dal

30 ottobre

Da tutta la vita Annie e la sua famiglia sono costretti a combattere contro il cancro. Prima che venga diagnosticato anche a lei, il tumore al seno ha già ucciso la madre, la cugina, la sorella. Nel 1980, all’età di 29 anni Annie si sottopone a un intervento di mastectomia, otto anni dopo le viene diagnosticato un carcinoma all’ovaio e nel 2004 un cancro all’addome. In quegli stessi anni la dottoressa Marie-Claire King identifica un collegamento genetico in determinati tipi di cancro al seno.

Annie è stata una delle prime donne in Canada a sottoporsi al test sulla mutazione del gene BRCA1 e a ricevere una diagnosi. Ora, dopo una produzione di ben cinque anni, la sua storia ha raggiunto il grande schermo secondo il modello di “filmantropia” ideato dallo scrittore, regista e produttore Steven Bernstein allo scopo di realizzare film socialmente consapevoli, tesi a sensibilizzare il pubblico su alcuni temi cruciali. Annie Parker riesce in parte nel suo intento. Senza dubbio contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza della malattia in un’epoca in cui la prevenzione è ancora un obiettivo sul quale lavorare moltissimo. Il racconto delle ricerche scientifiche che hanno portato alla scoperta del gene BRCA1 vanno di pari passo con quello delle perdite affettive di cui sono vittime gli ammalati. Ma l’estrema importanza del tema non deve far dimenticare le ragioni dell’arte e di cinema in questo caso ce n’è poco, schiacciato dalla necessità di spiegare i drammi e le frustrazioni di chi il cancro lo subisce e di chi tenta di curarlo. Con un argomento così si poteva osare forse un po’ di più.

Alessandra De Luca

 

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