LAST SUMMER

Italia, 2014 Regia Leonardo Guerra Seràgnoli Interpreti Rinko Kikuchi, Yorick van Wageningen, Lucy Griffiths, Laura Sofia Bach, Daniel Ball, Ken Brady Sceneggiatura Leonardo Guerra Seràgnoli, IgorT, Banana Yoshimoto Produzione Elda Ferri, Luigi Musini Distribuzione Bolero Film Durata 1h e 34′

In sala dal 

30 ottobre

Naomi, giovane donna giapponese, ha solo quattro giorni per dire addio al figlioletto di sei anni, di cui ha perso la custodia. Quattro giorni da trascorrere a bordo del lussuoso yacht della ricca famiglia occidentale dell’ex marito. Sorvegliata a vista dall’equipaggio, la donna cerca di ricostruire il legame spezzato con il suo bambino, Ken, che non potrà più incontrare per molti anni.

Opera prima di Leonardo Guerra Seràgnoli, italiano che vive e lavora a Londra, il film, scritto dal regista insieme alla scrittrice Banana Yoshimoto e allo scrittore di graphic novel IgorT, esplora la possibilità di costruire un nuovo rapporto a partire dalla sua fine, di imparare ad essere nuovamente una madre e un figlio, di nuovo se stessi in un lento processo di riavvicinamento e riconciliazione. Non sapremo mai cosa ha fatto Naomi (interpretata dalla star giapponese Rinko Kikuchi) per meritare la perdita del figlio fino alla sua maggiore età, ma certo è che su quella feroce sentenza ha pesato la ricchezza e l’influenza della famiglia paterna del piccolo. Uno squilibrio sociale che Naomi cerca di bilanciare con il ritorno alla propria lingua madre, una sorta di codice intimo e segreto condiviso solo con Ken. Saranno proprio quei suoni a riportare madre e figlio ai sentimenti più antichi, primari, destinati forse a resistere ad anni di forzata lontananza. Sarà in mezzo al mare, lontano da tutto, che i due ritroveranno un’emotività comune.

Claustrofobico soprattutto nella prima parte, quella in cui madre e figlio sono separati da spazi e pregiudizi (in film è stato interamente girato per 24 giorni su una barca), rarefatto, quasi impalpabile, costruito su silenzi, sguardi, piccoli gesti e riti quotidiani apparentemente insignificanti, il film offre uno sguardo originale e personalissimo su temi come l’identità nazionale e sui progressivi movimenti del cuore in un microcosmo dove si alternano disillusione e speranza, gioia e amarezza. I costumi sono di Milena Canonero che ha partecipato alla produzione del film, mentre al montaggio c’è l’austriaca Monika Willi, storica collaboratrice di Michael Haneke.

Alessandra De Luca

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