Lawrence, la recensione del documentario su Ferlinghetti

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Lawrence

Pittore, poeta, romanziere, traduttore, editore della Beat Generation, Lawrence Ferlinghetti si racconta con grande libertà e ironia, spaziando dalle vicende personali – la faticosa ricerca delle radici, la scoperta delle origini bresciane, l’arrivo a San Francisco – a temi socio-culturali e politici come la nascita della celebre libreria City Lights, il fenomeno letterario di quegli anni, il dissenso politico e l’ecologismo, svelando aspetti inediti della sua vita.

Il suo straordinario impegno anche nel difendere la libertà di parola, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia letteraria e culturale americana.

L’OPINIONE

A cosa serve la poesia oggi? A salvare il mondo. Perché la poesia è «un’arte ribelle» e «crea  opere capaci di rispondere alla sfida di tempi apocalittici». Scritto e diretto da Giada Diano ed Elisa Polimeni, Lawrence è un omaggio al genio, all’impegno e alla sensibilità di un uomo che ha trasformato il mondo in poesia senza sottrarsi alle fondamentali battaglie in difesa dei diritti civili, il ritratto intimo di una icona della scena culturale mondiale dalle tante anime e dal multiforme talento, restituito in tutta la sua spontaneità.

La sua voce si intreccia con quella di alcuni suoi “compagni di viaggio”, vicini a lui durante la San Francisco Renaissance prima, e la Beat Generation poi. Le riprese realizzate nei luoghi simbolo della vita del poeta, a San Francisco e nella Bay Area, restituiscono il contesto della sua vicenda umana e artistica e lì dove non arrivano i materiali d’archivio subentra l’animazione a restituire con grazia e leggerezza un’epoca straordinariamente vitale e creativa, dando anche forma e colore alle sue poesie.

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Beat Generation – Kerouac, Ginsberg e Burroughs, documentario scritto da Emilie Barbier e diretto da Xavier Villetard sui legami alla base della nascita della Beat Generation.