LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKU

An, Giappone, 2015 Regia Naomi Kawase Interpreti Masatoshi Nagase, Kirin Kiki Distribuzione Cinema Durata 1h 53′

In sala dal 

10 dicembre

Sentaro ha un piccolo chiosco dove cucina i dorayaki, dolcetti ripieni di marmellata, e dove regala quelli venuti male alla giovane studentessa Wakana. Un giorno si presenta al chiosco l’anziana signora Toku che si offre di aiutare Sentaro a preparare dorayaki ancora più buoni dei suoi. L’uomo all’inizio è infastidito dalla proposta, ma dopo averla accettata comincia a scoprire il prezioso valore della donna.

Vivere (o meglio lasciarsi vivere) giorno dopo giorno senz’anima, cucinando dolci senz’anima. Sentaro, già tormentato da difficili esperienze private, aveva bisogno di scuotersi, di capire che quello che importa è sapersi guardare dentro e scoprire quanto di bello e positivo ci sia in noi da tirare fuori.Â È questo l’ingrediente che manca alla ricetta della vita. E grazie a questo diventa poi più facile inventarsi i componenti per rendere speciali anche i dorayaki. La signora Toku è un raggio di sole, ma anche, e non solo metaforicamente, una madre amorevole che arriva improvvisamente a scaldare l’esistenza di Sentaro e quella della giovane Wakana, ancora incerta su quello che vorrà fare della sua vita. Ma anche questo raggio di sole ha dovuto a sua volta sopportare prove drammatiche, come quella di una malattia che l’ha emarginata per anni dalla società e le ha deformato il corpo. Naomi Kawase (nota soprattutto per Mogari No Mori, premio della giuria al Festival di Cannes 2007) ama affrontare nel suo cinema storie di ricerca personale e familiare e di conseguente crescita. La figura della signora Toku, che a un certo punto della vicenda Sentaro e Wakana andranno a loro volta a cercare, diventa il punto di riferimento a cui tendere, l’eredità preziosa da saper far fruttare, l’albero da piantare nella terra per rinnovare la propria esistenza. La regista lo racconta (traendolo dal libro An di Durian Sukegawa) con toni delicati e toccanti, solo in qualche momento più sottolineati, e affida soprattutto alla altrettanto delicata recitazione di Kirin Kiki nel ruolo di Toku il compito di tradurre nei suoi sguardi accennati, nelle sue allegrie accompagnate da veli di tristezza il senso della storia.

Valerio Guslandi

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