THE BOY

Greta (la Lauren Cohan di The Walking Dead) si trasferisce dal Colorado in una piccola cittadina inglese per lavorare come babysitter presso la residenza vittoriana di un’aristocratica coppia di anziani, costretti temporaneamente a separarsi dal figlio, il piccolo Brahms. Non si tratta però di un bambino in carne e ossa, bensì di un pupazzo dall’aspetto inquietante. Dapprima sorpresa e imbarazzata, Greta si prepara a passare due settimane nella magione per assistere il bambolotto, apparentemente innocuo. Le cose si complicano quando la ragazza comincia a flirtare con Malcolm (Evans), un affascinante uomo del posto che consegna generi alimentari.

Reduce da due mockumentary tutt’altro che entusiasmanti (L’altra faccia del diavolo e La metamorfosi del male), William Brent Bell si misura con una storia horror classica e archetipica, fondendo il gotico dell’haunted home con il filone della bambola omicida. Il risultato è, senza dubbio, il suo film più godibile e riuscito. Si sfiorano soltanto temi come elaborazione del lutto e voyeurismo, e molte trovate peccano di originalità, ma il colpo di scena finale è costruito bene e il pupazzo Brahms è sinistro al punto giusto. The Boy non si avvicina certamente ai migliori film dell’orrore degli ultimi anni (Babadook e l’inedito It Follows), ma divertirà, tra porte che sbattono e qualche risata involontaria, quei vivaci gruppi di teenager che affollano i multiplex durante i weekend. Oltre, ovviamente, ai fedelissimi del genere: in attesa del settimo capitolo della saga di Chucky, consigliamo la visione a chi conosce a memoria La bambola assassina (1988) di Tom Holland e i suoi inquietanti sequel.

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