TI GUARDO

Desde allà Venezuela, 2015 Regia Lorenzo Vigas Interpreti Alfredo Castro, Luis Silva Distribuzione Cinema Durata 1h33′

In sala dal 

21 gennaio

Nella realtà difficile della Caracas di oggi, un dentista omosessuale (Alfredo Castro) adesca adolescenti e li paga per osservarli durante atti di autoerotismo, senza avere con loro alcun tipo di contatto fisico. Un giorno incontra un ragazzo un po’ più spavaldo degli altri, molto povero: i due si affezioneranno reciprocamente fino a innamorarsi.

La new wave del cinema sudamericano sembra non arrestarsi più. Tutto ebbe inizio con Pablo Larraín e i suoi sconvolgenti capitoli sulla dittatura cilena (Tony Manero, Post Mortem, No); adesso, non c’è Festival che si rispetti che non abbia in concorso almeno un film dal sapor latinoamericano. Diciamolo subito: l’esordio del venezuelano Lorenzo Vigas è il manifesto di un cinema assai furbetto, programmato per arruffianarsi non soltanto i giurati ma anche i critici più sensibili alle tematiche sociali e civili più discusse. Dopotutto, gli ingredienti di Ti guardo sono infallibili, da questo punto di vista: povertà e disagio nella capitale di un Paese che sembra dimenticato da Dio, più pederastia. Il risultato? Leone d’oro all’ultima Mostra di Venezia e il plauso della critica più barricadera. E non importa se i personaggi appaiono soltanto abbozzati e le scene erotiche risultano più sensazionalistiche che funzionali alla narrazione. Ad ogni modo, si fa apprezzare sempre il volto ruvido di Alfredo Castro, attore feticcio di Larraín; forse lui non avrebbe demeritato un riconoscimento dalla giuria presieduta da Alfonso Cuarón. Non c’è mai pathos autentico, non c’è mai la sensazione di una passione carnale e umana davvero necessaria: sotto tutti i punti di vista, dalle dinamiche psicologiche alla cura dei dettagli, può essere interessante confrontare la presunta autorialità di un Vigas con la classe e l’eleganza ribelle di Carol di Todd Haynes.

Emiliano Dal Toso

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