Un anno con Salinger – Recensione

Il film è diretto da Philippe Falardeau e interpretato da Margaret Qualley

un anno con salinger

Un anno con Salinger racconta la storia vera del primo anno professionale di Joanna Rakoff poi diventata scrittrice, poetessa, giornalista e critica letteraria. Joanna, molto giovane, si trasferisce a New York lasciando la vita passata nella sua cittadina natale per inseguire il suo sogno di scrivere.

Diventa l’assistente di Margareth (una eccellente Sigourney Weaver) che dirige un’agenzia letteraria il cui più importante cliente è J.D. Salinger.

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Joanna, con Il Giovane Holden sempre sullo sfondo, inizia dovendo rispondere alle numerose lettere dei fan dell’autore, ma viene poi scelta per leggere e selezionare i manoscritti di scrittori più o meno noti dell’agenzia. Oltre che per disciplina e dedizione, la ragazza si distingue per la sua personalità che mano a mano si delinea, in particolare nei
rapporti interpersonali.

Dopo un anno di esperienza, proprio quando le viene proposto di iniziare la carriera di agente letterario, lascia il suo posto, lascia il suo fidanzato che non ama e si decide a seguire la sua vera aspirazione.

Un anno con Salinger non travolge

Né per trama né per ritmo, ma è un film che fa bene. Ha, in primo luogo, il grande merito di ricordare, con la giusta chiave della leggerezza, che la scrittura e la lettura sono passione e, in secondo luogo, è un inno ad inseguire e coltivare, con perseveranza, le proprie aspirazioni e i propri sogni.

Il film, con gli uomini sullo sfondo, racconta e descrive due donne che rappresentano i due emisferi della personalità femminile che si lasciano spazio ma con molta difficoltà convivono.

Margareth è algida e autoritaria, con una consolidata carriera ed una vita personale
disastrata mentre Joanna appare eterea sognatrice, recessiva e priva della personalità necessaria per affermarsi nella vita.

Il racconto ci avvolge lentamente con il tratto elegante di Joanna e ci convince del fatto che la rigidità è spesso fragilità e che la vera forza sta invece nella capacità di vedere l’elemento umano della vita e trattarlo con quel garbo convincente che apre ogni porta.

La protagonista ci fa venire voglia di tornare giovani per esprimere passione nelle nostre vere aspirazioni, e ai giovani penso possa ricordare che trovare e seguire la propria strada porta quella potente e irrinunciabile sensazione di benessere che chiamiamo libertà.

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The Words, film del 2012 diretto da Brian Klugman, sulle vicende di un aspirante scrittore che vive a New York e che, in attesa di avere successo, lavora in un’agenzia letteraria.

Sylvia Bartyan

RASSEGNA PANORAMICA
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