Cold War, il mélo di Pawlikowski sulla storia vera dei suoi genitori

Erano anni che il regista polacco Pawel Pawlikowski meditava di realizzare un film ispirato alla storia dei genitori, Wiktor and Zula, morti nel 1989, poco prima della caduta del muro di Berlino. Cold War, a loro dedicato e in competizione al Festival di Cannes, racconta di un musicista che tra le rovine della Polonia del secondo dopoguerra, dove tutti assomigliano a chi è sopravvissuto a stento, va in giro per il paese registrando musica popolare allo scopo di preservare le tradizioni di una nazione divenuta un satellite dell’Unione Sovietica. Quando durante le audizioni per la creazione del gruppo folk dei Mazurek incontra Zula, aspirante cantante e ballerina, è colpo di fulmine. Tra i due comincerà una lunga e tormentata storia d’amore a cavallo della cortina di ferro, tra i teatri di Varsavia e i jazz club di Parigi, tra i locali di Berlino e quella della Jugoslavia. Wiktor and Zula, incompatibili come due poli opposti, si prendono e si lasciano, si amano e si abbandonano cercando altre relazioni e un posto in un mondo in continuo cambiamento, così come cerca stabilità la Polonia stessa, dove ogni tradimento diventa un gesto di sopravvivenza.

Pawlikowski, premio Oscar per Ida, realizza un melodramma sofisticato ed elegantissimo, in bianco e nero e in formato 1:33 classico (quello quadrato) su un amore impossibile in un paese ingannato e ferito, in un arco di tempo che va dal 1949 al 1964. «Più pensavo ai miei genitori e meno li capivo» ha detto il regista. «Erano persone forti e meravigliose, ma la loro coppia è stata un disastro. Sono stati senz’altro i personaggi più drammatici che abbia mai incontrato nella mia vita». Ma se l’elemento autobiografico è forte, la storia d’amore tra i due protagonisti è anche l’occasione per raccontare le difficoltà di chi vive in esilio o sotto un regime totalitario, di chi cerca di difendere la proprie identità in una cultura diversa e di chi cerca di conservare un comportamento morale. «Alla fine la grande questione è la seguente: esiste un amore che duri per sempre? Che sopravviva alla vita, alla storia e al mondo? Credo che il finale del film regali al loro amore una sorta di trascendenza»

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