A BIGGER SPLASH – LA RECENSIONE

Id., Italia/Francia, 2015, Regia Luca Guadagnino Interpreti Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson Distribuzione Lucky Red Durata 2h 5′

In sala dal 

26 novembre

Incrocio di sensi e sentimenti a Pantelleria. Qui stanno passando un periodo di riposo Marianne, rockstar senza voce a causa di un’operazione alle corde vocali e il suo compagno Paul, scrittore ancora segnato da un tentativo di suicidio. E qui li raggiungono Harry, produttore discografico nonché ex amante di Marianne, e la sua giovane figlia Penelope, un po’ ingenua e un po’ Lolita. Man mano che i giorni passano i giochi di coppia s’intrecciano e si spezzano, sino al drammatico finale.

Luca Guadagnino riprende e rilegge il soggetto che aveva ispirato il film La piscina di Jacques Deray con Alain Delon e Romy Schneider. Immersi nel sole, nell’acqua (del mare e della piscina della villa) e nel vento dell’isola, i quattro personaggi borghesi che recitano i loro vecchi e congelati copioni di vita non sanno attirarsi neppure uno sguardo di compassione. Marianne e Paul stanno cercando di ricostruire qualcosa che continuano a distruggere ogni giorno dentro a una forzata normalità, Harry, cocciuto e invadente nel suo tentativo di riconquistare la (quasi) muta Marianne fa delle parole un castello di immagini iperboliche che nascondono il vuoto e Penelope, ruvida e sensuale, tesse la sua tela di seduzione nei confronti di Paul come una mantide religiosa. Tutto sembra un gioco delle parti alimentato dal continuo sviluppo di situazioni che preparano il colpo di scena finale e fanno da contrasto stridente con il dramma quotidiano dei migranti che investe l’isola di Pantelleria. Guadagnino è un autore raffinato e pittorico (non a caso il titolo del film è quello di un quadro di David Hockney), può sembrare più attento allo stile, ma una volta entrati nei suoi colori lo si segue sino in fondo. Nel calibrato gioco di attori e di coppie Tilda Swinton è doppiamente ammirevole considerato che recita senza parlare, così come riusciti sono i caratteri dei due personaggi maschili: il Paul di Matthias Schoenaerts e l’Harry del ritrovato Ralph Fiennes. Meno a suo agio Dakota Johnson, comunque più consistente che in 50 sfumature di grigio, mentre al pur bravo Corrado Guzzanti tocca il discutibile ruolo del maresciallo dei Carabinieri: lampi ambigui di chi sembra aver capito tutto e poi…

Valerio Guslandi

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