“BELLA E PERDUTA” SARÀ IL FILM DI PREAPERTURA AL TORINO FILM FESTIVAL

In attesa di scoprire il programma ufficiale, è stato annunciato il film di preapertura del 33° Torino Film Festival, ovvero Bella e perduta, diretto da Pietro Marcello, che torna in terra piemontese dopo il successo di La bocca del lupo

Bella e perdutaA metà tra fiaba onirica e racconto documentaristico, Bella e perduta, il nuovo film di Pietro Marcello, sarà presentato in anteprima come lungometraggio di pre-apertura del 33° Torino Film Festival. Il regista partenopeo, dunque, torna a Torino dopo aver vinto il festival nel 2009, grazie a La bocca del lupo, anch’esso diviso tra fiction, documentario e note fiabesche. Bella e perduta, in uscita nelle nostre sale il 19 novembre distribuito da Istituto Luce Cinecittà, è stato già presentato allo scorso Festival di Locarno, riscuotendo consensi e applausi. La storia, dolorosa ma al contempo delicata, racconta di Tommaso, un pastore che come ultimo desiderio vuole mettere in salvo un giovane bovino, chiamato Sarchiapone. Per tale missione, viene chiamato nientemeno che Pulcinella, portando via il piccolo bufalo dalla Reggia di Carditello, una residenza borbonica completamente abbandonata, nel bel mezzo della terra dei fuochi, e intraprendendo con lui un viaggio catartico attraverso le bellezze decadute dell’Italia.

Bella e perduta, interpretato da Sergio Vitolo, nel ruolo di Pulcinella, e con la voce di Sarchiapone che è quella di Elio Germano, è scritto da Maurizio Braucci e dallo stesso Pietro Marcello. A riguardo del film, il regista ha affermato che: «Ho imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni, riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina. Spesso ho pensato di realizzare un film itinerante che attraversasse la provincia per provare a raccontare l’Italia: bella, sì, ma perduta. Anche Leopardi la descriveva come una donna che piange con la testa tra le mani per il peso della sua storia, per il male atavico di essere troppo bella ».

Bella e perdutaSulla location, Marcello ha dichiarato: «Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello e nella favola – perché di favola si tratta – di Tommaso, “l’angelo di Carditello”, il pastore che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato, ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare: dopo la morte di Tommaso, prematura e improvvisa, Bella e perduta – nato inizialmente come un “viaggio in Italia” destinato a toccare altre tappe – è diventato un altro film, sposando fiaba e documentario, sogno e realtà. Carditello è l’emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo, dell’orfano che non si arrende a un meccanismo incancrenito di distruzione e disfacimento; e allo stesso tempo questa storia così radicata nella Storia del nostro Paese indaga un tema, quello del rapporto tra uomo e natura, mai così universale, a ogni latitudine ».

Damiano Panattoni

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