GENDER BENDER DI BOLOGNA: IL TRAILER DEL FESTIVAL IN ESCLUSIVA PER CIAK

Oltre 70 appuntamenti in 9 giorni, 16 spettacoli, 25 film e documentari, 4 party, 1 progetto speciale per l’infanzia, incontri con gli autori, laboratori per adolescenti e artisti provenienti da tutto il mondo: a Bologna torna il festival Gender Bender

Dope
Dope

Giunto ormai alla tredicesima edizione, torna dal 31 ottobre all’8 novembre il Gender Bender di Bologna, festival dedicato alle rappresentazioni del corpo e delle identità di genere e orientamento sessuale nella cultura e nelle arti contemporanee, prodotto da Il Cassero, il centro LGTB bolognese che da oltre trent’anni realizza progetti dedicati a questo tema, sostenendo l’autodeterminazione e mettendo in campo azioni di contrasto contro stereotipi e discriminazioni.
Tra le tante iniziative c’è anche una fetta importante di cinema con numerose prime nazionali. Qualche titolo: Dope, diretto da Rick Famuyiwa e prodotto da Forest Whitaker e la star musicale Pharrell Williams (autore anche della colonna sonora), che racconta di Malcolm, studente di Los Angeles, perfettamente inserito nello stereotipo del ragazzo nero povero mantenuto dalla mamma single lavoratrice. Statisticamente, una minaccia sociale. Ma a Malcolm, come ai suoi amici Jib e Diggy, piace la “roba da bianchi”: l’hip-hop degli Anni ’90, le BMX, le fissazioni da geek. Dunque, uno sfigato in compagnia di sfigati. Un invito inaspettato ad un party porterà Malcolm e i suoi amici ad una serie di disavventure che li condurranno a scegliere sempre con che occhi guardare al mondo; The Law diretto da Christian Faure, centrato sulla figura di Simone Veil, l’innovativa ministra francese alla Salute che nel 1975 condusse nel suo Paese la battaglia per la legalizzazione dell’aborto; Perfect Obedience, del messicano Luis Urquiza Mondragón che tratta lo scandalo relativo a padre Marcial Maciel Degollado, condannato per abusi compiuti sui suoi seminaristi; Gayby Baby originalissimo e toccante docufilm sulla vita di quattro ragazzi e ragazze australiani, tutti cresciuti in famiglie omogenitorali. Un documento prezioso che aggiunge all’attuale dibattito sulla genitorialità delle persone gay e lesbiche l’inedito sguardo dei figli; Fourth Man Out, nel quale Adam, un meccanico di provincia, in occasione del suo ventiquattresimo compleanno, decide che è ora di dire finalmente a familiari e amici che è gay. Una commedia spensierata e inaspettatamente sovversiva che accende la miccia del coming out nel contesto macchiato di grasso di un’officina della più profonda provincia americana.

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