IL CINEMA È DONNA: DONATELLA BOTTI RACCONTA “IN UN POSTO BELLISSIMO”

Il 27 agosto esce al cinema In un posto bellissimo di Giorgia Cecere, thriller dei sentimenti con Isabella Ragonese e Alessio Boni. Un film tutto al femminile: ce lo racconta la produttrice Donatella Botti

In un posto bellissimo
Isabella Ragonese

Ci sono film che raccontano storie nascoste, persino ordinarie, eppure spalancano squarci di vita che ci sembra di riconoscere, forse anche nella nostra.Â È il caso di In un posto bellissimo,  al cinema dal 27 agosto per Teodora Film, film che racconta la piccola rivoluzione privata di una donna come tante, Lucia (Isabella Ragonese). Ed è un prodotto tutto al femminile, a partire dalla regista, Giorgia Cecere, e dalla produttrice, Donatella Botti: con la sua Bianca Film, Botti è da quindici anni un punto di riferimento per il cinema d’autore italiano: fra gli altri, ha prodotto i film di Martone (L’odore del sangue), Rubini (L’uomo nero, L’amore ritorna), Piccioni (Il rosso e il blu), Francesca Comencini (Mi piace lavorare), Maria Sole Tognazzi (L’uomo che ama, Viaggio sola). In un posto bellissimo sposa il punto di vista di Lucia, una donna semplice che ha cuore solo il suo matrimonio con Andrea (Alessio Boni), il figlio e il suo piccolo negozio di fiori. La sua tranquilla quotidianità vacilla quando capisce che il marito ha avuto una sbandata per un’altra. Non solo: un trauma del passato torna a galla nella mente di Lucia e la donna incontra un ragazzo immigrato che vende piccoli oggetti per strada, al quale s’affeziona. Troverà la forza di riprendersi la sua vita, oppure sterzarla? Impossibile indovinarlo fino alla fine, perché Giorgia Cecere sceglie la chiave del thriller dei sentimenti, tenendo viva la suspense emotiva, chiamando nel cast anche Paolo Sassanelli e la fuoriclasse Piera Degli Esposti. Del risultato è contenta anche Donatella Botti che della regista aveva tenuto a battesimo anche il film d’esordio Il primo incarico.

Signora Botti, In un posto bellissimo è una storia al femminile, come molte altre che lei ha prodotto. Cosa l’ha convinta?

Alessio Boni
Alessio Boni

Conosco da tanto tempo Giorgia Cecere, ho prodotto il suo film d’esordio Il primo incarico: era un’altra storia al femminile ma molto diversa, su una donna con un temperamento molto forte che alla prima occasione di lavoro decide di partire. In questo ultimo film c’è invece una donna più remissiva, con meno carattere. È un personaggio atipico: una donna poco combattiva che prende anche decisioni importanti, ma con dolore.
Lucia sembra impigliata nel limbo della sua quotidianità: non è pienamente felice, eppure non riesce a distaccarsene. Un tema in cui molti si riconosceranno…
Ci sono tante donne simili, soprattutto in provincia. Il film è stato girato ad Asti. La regista cercava una cittadina del Nord Italia: Asti è perfetta, ha tutti i requisiti della sceneggiatura e del personaggio: Lucia esce di casa, va al negozio di fiori, vede l’amica, si iscrive a scuola guida, ha insomma un suo mondo molto ristretto. È stata una bella esperienza anche dal punto di vista produttivo, la città ci ha accolto con discrezione ma con un gran passione per il cinema.
Come avete scelto la coppia Ragonese-Boni?
Dopo Il primo incarico, la regista voleva lavorare ancora con Isabella Ragonese. Non era invece previsto Alessio Boni, ma è stata una scelta giusta: grazie alla sua interpretazione, il personaggio di Andrea è molto umano, fa tenerezza. Andrea commette un tradimento, come fanno molti uomini, ma ha anche tanto amore nei confronti della moglie.

(l’intervista continua dopo il trailer)

Piera Degli Esposti
Piera Degli Esposti

Il film ha una produttrice, una regista e una protagonista: tutte donne, inusuale nel panorama italiano. Pensa che la quota rosa nel nostro cinema sia poco rappresentata?
Certamente mi interessa cercare di portare sullo schermo come produttore tutte le possibili sfaccettature dell’universo femminile, così come fanno molte registe: ogni autore dovrebbe cercare di raccontare il più possibile il suo universo. Purtroppo nel cinema italiano ci sono registi un po’ misogini, o molti autori importanti che pensano sempre personaggi femminili a margine. Lancio loro una sfida: mi piacerebbe che provassero a raccontare di più l’universo delle donne. Questo essere più complici tra uomini riguarda anche il mondo produttivo e chi gestisce i finanziamenti: vorrei più apertura, che le donne riuscissero a dialogare alla pari.
Bianca Film è diventata negli anni un punto di riferimento del cinema d’autore: c’è ancora spazio nel mercato?
C’è uno spazio ristretto, però cerco di andare avanti e di proporre film o sceneggiature che mi piacerebbe vedere sullo schermo, o di registi che mi colpiscono. Per esempio abbiamo appena prodotto la commedia al femminile Nemiche per la pelle di Luca Lucini, con Margherita Buy e Claudia Gerini (la storia di due donne, entrambe ex mogli dello stesso uomo, che alla morte di lui si trovano a fare i conti con un segreto del suo passato, ndr.). E tra la fine dell’anno e l’inizio del 2016 gireremo il nuovo film di Fabio Mollo, Il padre d’Italia.

Alice Maestro

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