IL DVD DI “IDA”: DAL SUCCESSO INASPETTATO ALL’OSCAR

Disponibile nei negozi la versione home-video di Ida, pellicola diretta da Pawel Pawlikowski e vincitrice dell’Oscar 2015 come miglior film straniero. Ecco la nostra recensione del dvd targato Parthenos e distribuito dalla Cecchi Gori Home Video!

Polonia, 2014 Regia Pawel Pawlikowski Interpreti Agata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam SzyszkowskiEtichetta CG Home Video Dati Tecnici Audio 5.1, Video 1.33:1 Edizione Italiano, polacco Sottotitoli Italiano Durata 78′

ida-dvdUn successo quasi inaspettato, lento ma inarrestabile ha condotto Ida, pellicola diretta dal regista polacco Pawel Pawlikowki, dritta verso l’Oscar come miglior film straniero (preceduto da un BAFTA), trionfando sul palco del Dolby Theatre lo scorso 22 febbraio, soffiando da sotto il naso la statuetta d’oro a Timbuktu, altro film super favorito, del mauritano Abderrahmare Sissako che, solo pochi giorni prima, aveva fatto incetta di premi ai César, lasciando dunque aperta la partita tra i due maggiori contendenti.

Un road movie esistenziale. Così potremmo definire Ida, quinto lungometraggio di Pawlikowski ancora una volta incentrato sulla figura femminile, dopo My Summer of Love. Ambientato nella Polonia comunista del 1962, il film racconta parallelamente due storie. Una privata che vede protagoniste Anna e Wanda, due donne agli antipodi, rispettivamente una giovane orfana novizia e sua zia, giudice integerrimo, sessualmente promiscua e troppo spesso dedita alla bottiglia. Dopo avere rivelato all’ignara nipote, che mai aveva cercato perché simbolo in carne e ossa di un dolore mai sopito, la sua origine ebraica e il suo vero nome, Ida per l’appunto, inizierà con lei un viaggio fisico e morale per ripercorrere i luoghi delle loro radici e congedarsi dal passato. L’altra storia raccontata da Pawlikowski ha invece un respiro universale che fa accenno agli orrori della Seconda Guerra Mondiale e alle conseguenze psicologiche e sociali dell’Olocausto viste con gli occhi dei suoi personaggi.

Forse il successo della pellicola è proprio quello di essere riuscita a condensare, in poco più di un’ora, temi non certo inediti, ma che Pawlikowski tratta, senza dimenticarne la drammaticità, con una delicatezza quasi impalpabile. Lo sterminio degli ebrei, la depressione di Wanda, l’inconsapevolezza di Ida, la Polonia comunista, il fantasma del Nazismo e l’ombra dello Stalinismo sono gli argomenti che muovono il film, ma che ci vengono mostrati con la grazia dei sorrisi incerti di Ida, il rafforzamento del legame tra le due donne, il racconto della brutalità del conflitto che viene solo evocato e mai mostrato, la voglia di voltare pagine di un Paese, stremato dal dolore, che passa anche attraverso le note di un sassofono che intona hit occidentali.

Filmato in un lucente bianco e nero curato da Lukasz Zal, dove i volti risplendono, Ida si contraddistingue per inquadrature eleganti e dialoghi essenziali, ridotti al necessario, dove molto rimane non detto e sono i volti o i corpi dei suoi protagonisti a parlare. Pawlikowski costruisce il film basandosi su due opposti, la vergine di vita Ida e la disincantata Wanda, che finiranno per combaciare quando la novizia, nel suo percorso verso la consapevolezza, scoprirà l’amore carnale con il giovane sassofonista jazz, Lis, che, sulle note di Naima di John Coltrane, le farà assaporare una vita fino a quel momento neanche mai immaginata e dalla quale scapperà perché incapace di scegliere se continuare ad essere Anna, la giovane suora cresciuta in convento, o Ida, ebrea senza passato, strappata alla morte.

Con un’uscita italiana a singhiozzo e un debutto al Torino Film Festival ancora sotto la direzione di Paolo Virzì, Ida, proprio durante le settimane che precedevano la tanto attesa cerimonia di consegna degli Academy Awards, è uscito in formato dvd targato Parthenos per la Cecchi Gori Home Video. Con una sezione extra minimalista (presente solo il trailer), il dvd gioca tutto sull’esaltazione, grazie al formato video, del bianco e nero della pellicola, dove l’immagine risulta brillante e definita anche nelle sequenze notturne. Anche la scelta delle tracce sonore, sebbene limitata ai soli italiano e polacco, risulta nitida sia nei dialoghi che nelle scene musicali.

Manuela Santacatterina

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