“Il ragazzo invisibile – Seconda generazione”: ecco com’è cresciuto il supereroe di Gabriele Salvatores

Id. Italia, 2017 Regia Gabriele Salvatores Con Ludovico Girardello, Ksenia Rappoport, Galatea Bellugi, Ivan Franek, Valeria Golino Distribuzione 01 Distribution Durata 1h e 36’

Al cinema dal 4 gennaio 2018

LA STORIA — Michele (Girardello), il Ragazzo Invisibile, è cresciuto: ha 16 anni e non sa ancora bene cosa fare del suo potere. Tutto cambia quando scopre di avere una gemella, Natasha (Bellugi), che insieme alla madre naturale Yelena (Rappoport) lo coinvolge in un piano che potrebbe cambiare il destino di tutti gli “Speciali” e del mondo intero. A loro si uniscono altri “Speciali” pronti al riscatto: Cinetica, Roccia e Morfeo.

L’OPINIONE — Un’avventura supereroica in piena regola, spettacolare, dark, ricca di colpi di scena, con in più una chiave psicologica che rivela il tocco d’autore di Salvatores. La saga crossmediale di Il Ragazzo Invisibile, con graphic novel edita da Panini Comics e romanzo per Salani Editore, cresce come il suo protagonista, ripensando il fantasy italiano. Salvatores ha dichiarato più volte che, com’è ovvio, l’universo di riferimento non è quello dei cine-comics americani, inarrivabili in termini di budget. Siamo più dalle parti del cinema europeo dedicato agli adolescenti, con il vantaggio di utilizzare in versione più intimista i codici dell’immaginario supereroico, come l’entrata in scena di un nuovo apparato di personaggi secondari dai poteri eccezionali.

Di certo, Il ragazzo invisibile – Seconda generazione segna una linea di demarcazione nell’uso degli effetti speciali nelle produzioni italiane. A dirigerli è Victor Perez, visual effect artist che ha lavorato a Harry Potter, Il cavaliere oscuro e Pirati dei Caraibi. La sua esperienza arricchisce il film di sequenze sorprendenti e aggiunge parecchie frecce all’arco espressivo di Salvatores, permettendogli di tradurre in superpoteri le emozioni dei suoi protagonisti, come l’ “onda d’urto” del protagonista scatenata dalla sua rabbia.

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