“LA CITTÀ ETERNA”: GLI ZOMBIE INVADONO ROMA

LA CITTÀ ETERNA: UN PROGETTO INTERESSANTE PER UN’AMBIZIOSA WEB SERIE 

logoA confermarlo sono film come 28 giorni dopo di Danny Boyle o il più recente World War Z con Brad Pitt, ma più di tutto il successo planetario del fumetto e della serie tv di Robert Kirkman The Walking Dead: la zombies mania è sempre più di moda. Lo zombie trionfa nell’immaginario essenzialmente per due motivi. Il primo è che, al contrario di Dracula o di Frankenstein, è un mostro senza nobili origini letterarie, fluido e multifunzionale. Ma soprattutto possiede una serie di caratteristiche – essere multiplo, muto, al contempo orribile e patetico, una specie di parodia atavica dell’uomo spinto da una fame assoluta e primordiale – che gli permettono di essere utilizzato come una metafora sociale e politica, un simbolo d’orrore che si adatta ad ogni tempo e ad ogni luogo. E potrebbe imperversare perfino fra le strade di Roma. È questa l’intrigante scommessa di tre giovani romani: Simone Guarany, soggettista e attore (nella serie sarà uno dei tre protagonisti, Alessandro), Tommaso Rossi Edrighi, co-autore (suo anche la sceneggiatura del fumetto che affiancherà la serie, in forma di spin off) e lo sceneggiatore e produttore Davide Borgobello.

Il progetto si presenta molto interessante, soprattutto per due scelte di base, l’una artistica e l’altra produttiva. La prima è già evidente nel titolo: La città eterna. I tre creatori non intendono “trasportare” a Roma il modello Walking Dead, ma adattare l’archetipo zombie da un punto di vista culturale e cinematografico. Se perciò la storia inizia con una festa di laurea che sarà funestata dall’arrivo degli zombie, i protagonisti utilizzeranno per affrontarli tutta la mitologia del genere cinematografico, ovvero metacinema che abbina satira ed orrore. Ma il titolo ha, nell’intenzione degli autori, una seconda valenza ancora più importante: Roma non fa semplicemente da sfondo alla storia, è la vera protagonista, raccontata tendendo ben presente la riflessione Oscar di Sorrentino e la cronaca recente. Guarany, Rossi Edrighi e Borgobello hanno già pronta la sceneggiatura delle sei puntate che compongono la prima stagione e intendono iniziare a girare entro fine anno. Non un prodotto amatoriale, ma una serie professionale, che parte dal web ma potrebbe approdare anche in tv. Raccolgono fondi tramite il crownfunding e vantano già una partnership col Giffoni Film Festival. Il crownfunding, che proseguirà fino alla fine di novembre, prevede anche numerosi premi per chi sostiene economicamente il progetto, dalla t-shirt ufficiale al fumetto disegnato da Federico Rossi Edrighi (il fratello di Tommaso), fino alla partecipazione alla serie, naturalmente con trucco da zombie.

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INTERVISTA CON SIMONE GUARANY

Venticinque anni, romano, laureando in Scienze della comunicazione, Simone Guarany ha iniziato a recitare a 18 anni, partecipando a numerosi spettacoli teatrali. È il coprotagonista della popolare serie satirica Il corriere del corsaro, nonché coautore e protagonista del corto di Davide Di Stefano Nel cuore dell’urbe. Con Tommaso Rossi Edrighi conduce il programma di cinema Frame su Radio Libera Tutti. Con Rossi Endrighi ha ideato e scritto il soggetto e interpreta uno dei protagonisti di La città eterna, sceneggiato e prodotto da Davide Borgobello, con inizio riprese entro fine anno.

La città eternaQuando e come è nata l’idea di La città eterna?

Con una battuta potrei risponderti che è nata più di due anni fa per spirito di rivalsa. Era già esploso il fenomeno The Walking Dead e Tommaso ed io ci siamo chiesti: ma noi cosa abbiamo meno degli americani? Siamo entrambi appassionati di film di genere, così, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, abbiamo iniziato a immaginare cosa accadrebbe se un gruppo di ragazzi qui a Roma si trovasse a dover fronteggiare un’invasione zombie. Nessuno dei nostri eroi è ovviamente come il vice-sceriffo Rick Grames e nessuno ha un fucile a pompa dentro l’armadio. Per cui, che fanno? Hanno visto tanti film di zombie e giocato a tanti videogame, quindi provano ad applicare quello che hanno imparato. Con conseguenze prevedibili.Queste prime riflessioni hanno definito l’atmosfera della serie, che tende  inevitabilmente al grottesco.

Per cui dobbiamo aspettarci più un “Benvenuti a Zombieland” che un The Walking Dead all’italiana?

Certo c’è la paura, e anche la risata. Ma, nelle nostre intenzioni, c’è anche molto di più. C’è Roma. Prima di tutto nei caratteri: un gruppo di ragazzi della nostra età, tre amici che dividono un appartamento, gli amori, le aspirazioni. E poi ci sono i luoghi: tutto si svolge fra San Lorenzo e Quadraro, il quartiere dove siamo cresciuti. E gli zombie ci servono per raccontare la nostra città, la sua meraviglia e i suoi orrori, anche il degrado, il malessere che la avvolge.

Fino a fine novembre sarà possibile finanziare La città eterna attraverso il crownfunding. Avete perciò scelto la strada classica per le web serie del prodotto indipendente e autofinanziato?

Il crownfunding è una risorsa importante per riuscire a produrre e nel nostro caso gode anche il sostegno del Giffoni Film Festival, che è stato da subito interessato al progetto. Per cui, si tratta di una autoproduzione indipendente, almeno per ora. Però non vogliamo realizzare un prodotto amatoriale, intendiamo curare al meglio ogni cosa, dal makeup agli effetti speciali. Per questo stiamo cercando degli sponsor e abbiamo contatti con diversi produttori. Già abbiamo fatto una prima scelta artistica importante: ognuno dei sei episodi sarà diretto da un regista diverso, che ha già esperienza professionale. Posso farti i primi nomi: Antonio Carone, Marco Pecchinino, Riccardo Sardonè e Luca Vecchi, uno degli autori di The Pills la cui opera prima uscirà in sala nel nuovo anno. Il set di La città eterna non sarà fatto di volontari: ci teniamo molto a pagare tutti quanti.

Stefano Lusardi

 

 

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