OSCAR 2016: IL RUMORE DEGLI ESCLUSI

Su Ciak in edicola dal 29 gennaio vi raccontiamo, nello speciale Oscar, le 15 storie imperdibili dei prossimi Academy Awards. Ma gli esclusi eccellenti sono tanti, da Spielberg ad Aaron Sorkin, lo sceneggiatore di Steve Jobs. Ecco i grandi delusi di quest’anno

Non sono Oscar se non c’è polemica. E, come ogni anno, il rumore degli assenti tra i nominati è sempre più forte, man mano che si avvicina la magica serata del 28 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles. Perché, se da una parte campeggia la polemica legata alle candidature troppo white (con l’hasthag #OscarSoWhite entrato ormai nella storia del premio, al pari del selfie di Ellen DeGeneres o le lacrime di Halle Berry nel 2002), dall’altra c’è la questione degli esclusi (quest’anno particolarmente di lusso), tenuti fuori dalla rosa dei nominati. Attori, registi, film, ma anche (e soprattutto) sceneggiature e pure effetti speciali. Naturalmente le candidature (e ancor di più i premiati) dovrebbero comunque sorprendere – magari con scelte coraggiose e non ”comode” – ma, a giudicare dal tumulto degli addetti ai lavori e dei fan (meno dai diretti interessati), alcune scelte dell’Academy proprio non sono state digerite.

Inside Out
Inside Out

DA JOBS A INSIDE OUT, I MIGLIORI FILM… ESCLUSI

Partiamo da un presupposto: la rosa dei candidati al Miglior Film può essere di dieci titoli. Quest’anno, l’Academy, ha scelto una strada light, nominando solo otto pellicole. Due posti lasciati vuoti, suscitando non poco scalpore. Leggendo gli ineccepibili film candidati, da Il Ponte delle Spie a Il Caso Spotlight fino a Revenant – Redivivo, saltano all’occhio l’assenza di opere come Jobs (snobbato in toto, come vedremo tra poco), il western tarantiniano di The Hateful Eight (altro bistrattato), le rivincite in Creed (considerato a metà) e, a guardar bene, pure Inside Out che, per qualità e correlata nomination per la Miglior Sceneggiatura Originale, forse avrebbe meritato di essere inserito tra i migliori film. Stessa sorte, solo nella cinquina della categoria Miglior Film d’Animazione, per Snoopy & Friends – Il Film dei Peanuts, ingiustamente ignorato dall’Academy.

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Tom Hanks e Steven Spielberg sul set de Il Ponte delle Spie

SCOTT-SPIELBERG, L’ACADEMY LI DIMENTICA

Miller, Abrahamson, McCarthy, McKay e Iñárritu. Cinque cineasti agli opposti, che hanno presentato all’Academy altrettanti cinque film completamente diversi e, nel loro genere, bellissimi. Però, tra i registi, qualche assenza nella lussuosa platea del Dolby Theatre si noterà eccome. Due su tutti (considerando le correlate nomination andate al loro film): il primo, amato dai commissari dell’Academy (e come dargli torto?), è Steve Spielberg, che con Il Ponte delle Spie ha sapientemente dosato classicismo, storia ed empatia; il secondo, per intenzioni, qualità e profondità, senza dubbio è Ridley Scott per The Martian. Un regista che non è stato mai amato da quella statuetta, eppure quotatissimo a riceverla quest’anno. Almeno fino alle Nomination, si intende. Insieme a Scott e Spielberg, avrebbero potuto concorrere Danny Boyle per la complessità con cui ha dipinto il genio di Steve Jobs e anche Ryan Coogler, che dopo appena un titolo (Fruitvale Station), con Creed si è confrontato, rivelandosi all’altezza, con un mito del cinema. Una parentesi la merita Quentin Tarantino, che con gli Oscar ha un rapporto, diciamo, burrascoso. E The Hateful Eight, infatti, si è portato a casa solo tre candidature.

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Danny Boyle e Aaron Sorkin sul set di Jobs

QUANDO HAI UNA BUONA STORIA, HAI IL FILM.
VERO SORKIN? 

Il caso forse più eclatante in questi Academy Awards 2016, è quello legato ad Aaron Sorkin, sceneggiatore di Jobs. Lo sceneggiatore già premio Oscar nel 2011 per The Social Network, sembrava destinato ad essere uno dei cinque candidati per la Miglior Sceneggiatura Non Originale (il film si basa sull’autobiografia ufficiale firmata da Walter Isaacson), dato che ha ottenuto il Golden Globe per il film. E invece, tra Nick Hornby per Brooklyn e Drew Goddard per Sopravvissuto – The Martian, il povero Aaron si è visto scippare il posto da chi, pensate un po’, ai Golden Globe nemmeno era stato invitato.

Jane Fonda in Youth - La Giovinezza
Jane Fonda in Youth – La Giovinezza

HANKS, FONDA, SMITH E TOMLIN, LA CANDIDATURA CHE (FORSE) MANCA

Tra gli attori e le attrici, sia Protagonisti che Non, qualche dimenticanza l’Academy l’ha avuta. I nomi che brillano per assenza, tenendo presente (per alcuni) le Nomination ai Golden Globe, sono nutriti e alcuni amatissimi dal pubblico. Si potrebbe considerare Tom Hanks, splendido protagonista in Il Ponte delle Spie, oppure Will Smith, che ha giganteggiato in Concussion – Zona d’Ombra. Erano alte pure le quotazioni di Idirs Elba in Beasts of No Nation (sarebbe stata la prima candidatura ad un film non uscito direttamente in sala, ma on-demand, grazie a Netflix) e quelle di Johnny Depp per Black Mass (che si ritrova invece in lizza per i Razzie Awards, con due candidature, per Mortdecai). Spigolose le mancate candidature a Steve Carell per La Grande Scommessa e, nonostante abbia ricevuto quella per il Non Protagonista per il film di McKay, Mark Ruffalo avrebbe meritato una Nomination per Teneramente Folle. Stesso discorso tra le attrici: al fianco di Alicia Vikander, Kate Winslet, Brie Larson o la Jennifer Jason Leigh di The Hateful Eight, non avrebbero guastato le nomination a Jane Fonda per Youth – La Giovinezza, a di Lily Tomlin, splendida e delicata in Grandma e a Daisy Ridley per la sua Rey protagonista di Star Wars: Il Risveglio della Forza.

I velociraptor digitali di Jurassic World
I velociraptor digitali di Jurassic World

CHI HA DETTO CHE È SOLO UN OSCAR TECNICO?

Se per un blockbuster la strada per ricevere una candidatura come Miglior Film è ancora lunga, i titoli che spesso vincono al box office si ”consolano” agli Oscar cercando di ottenere le così dette ”candidature tecniche”. Con la scontata presenza di Star Wars: Il Risveglio della Forza che ottiene ben cinque candidature, aleggia una giustificata delusione sia in casa Universal che in casa Marvel Studios. Per l’appunto, sia per il sonoro, per il montaggio sonoro e per gli effetti speciali, mancano all’appello tre titoli importanti della passata stagione: Jurassic World, Avengers: Age of Ultron e Ant-Man. Tutti e tre, con una speciale menzione per gli effetti speciali di Ant-Man, curati da Dan Sudick e Jake Morrison, avrebbero meritato di sedersi tra gli invitati della serata. Anche solo per vedere la reazione di Chris Rock davanti ad un T-Rex.

Damiano Panattoni

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