“PANE E CIOCCOLATA” PER LA PRIMA VOLTA IN DVD E BLU-RAY

pane_e_cioccolataRecensioni, analisi, dibattiti, opinioni e riflessioni, eppure alla fine, oltre le tante (troppe?) parole rimane sempre e solo un modo per capire se un film è buono oppure no: il tempo. L’usura degli anni spesso riduce grandi capolavori a piccoli film e, al contrario, rende enormi, pellicole che al tempo vennero valutate poco o male. Pane e cioccolata – il film diretto da Franco Brusati nel 1974 appena pubblicato da Lucky Red e distribuito da CG per Mustang, per la prima volta in Dvd e Blu-ray  – fa decisamente parte della seconda categoria, capolavoro assoluto di dolente ironia che il passaggio del tempo è riuscito – incredibilmente – a caricare ulteriormente di senso e significato.

Vedere oggi Manfredi, italiano emigrato in Svizzera con un contratto come cameriere in un ristorante, licenziato e privato del permesso di soggiorno, non ha certamente lo stesso significato di quando il film uscì in sala, ma – per assurdo – ne ha molto di più, sospesi in una società in cui sono sempre di più le persone a vivere come Giovanni Garofoli, detto Nino, italiano, che ormai non appartiene più a nessuno luogo né paese se non a se stesso. Basta rivedere la scena, qui sotto, della partita di calcio, con l’esplosione di gioia al gol di Fabio Capello, un moto di sincerità che il povero Nino proprio non riesce a reprimere, nonostante avesse tentato di fare l’indifferente fino a poco prima.

Il film di Brusati – che vinse due David di Donatello per film e attore protagonista, l’Orso d’argento a Berlino per la regia e il Nastro d’argento per soggetto – è stato reso in edizione home video in modo unico, con il restauro e degli extra molto ghiotti, di cui qui sotto potete vedere un assaggio con le interviste a alcuni dei protagonisti. Oltre a questo, ci sono lo speciale Una macchina con due motori (62 minuti, molto buono), A proposito di Pane e Cioccolata: conversazione tra Paolo Virzì e Andrea Occhipinti (17 minuti) e Il restauro (7 minuti) in cui Gian Luca Farinelli, Luciano Tovoli e Andrea Occhipinti descrivono le ragioni del restauro della pellicola e l’approccio con cui è stato eseguito il lavoro della Cineteca di Bologna.

E alla fine, quando arrivano i titoli di coda e rimangono nelle orecchie alcune battute folgoranti («Lei è italiano? » «Nessuno è perfetto »), tornano alla mente le parole – ancora una volta illuminanti – di Brusati, che rilette oggi avvicinano il personaggio di Nino all’esistenza di molti di noi, persi nella società contemporanea: «Il protagonista di Pane e cioccolata ormai è come un cane: oscuramente sente il dovere di vivere, sente che tra arrendersi e tenere duro è meglio tenere duro. Ma dove, come e perché non lo sa. Sa soltanto che un uomo deve resistere. Deve aver coraggio: sia pure, come dice Camus, per spingere all’infinito la pietra in cima alla montagna anche sapendo che la pietra ricadrà ». Un capolavoro assoluto che dice molto anche dell’epoca che viviamo oggi.

Andrea Morandi