ROMAFF10: A LEZIONE DI PIXAR DA KELSEY MANN!

Alla Festa del Cinema di Roma, Kelsey Mann, story supervisor della Pixar, ci ha mostrato alcune emozionanti scene dell’atteso Il viaggio di Arlo, raccontandoci anche cosa si nasconde dietro i famigerati studios d’animazione!

Kelsey MannCosì come faceva Steve Jobs per le attese presentazioni della Apple, Kelsey Mann fa scorrere sullo schermo alcune fotografie che raccontano la sua vita e la sua vita alla Pixar. Tra una foto e l’altra, ve ne è una che colpisce profondamente, ovvero quella che ritrae John Lasseter, nel 1996, con megafono in mano, che sistema su di un’enorme parete l’intero storyboard di Toy Story. Da quella diapositiva, chiamiamola romanticamente così, si capisce tutta l’attenzione della Pixar al dettaglio, alla cura dei suoi film, alla congenialità delle eccelse storie. Perché, in casa Pixar, la missione fondamentale è una: creare animazione ed emozione. E ce lo spiega, infatti, Kelsey Mann, regista del corto Party Central, legato all’universo di Monsters Univeristy, nonché story supervisor dello stesso prequel con i mitici Mike e Sully e dell’imminente, atteso Il viaggio di Arlo. Mann, per l’appunto, arrivato a Roma in occasione della prima retrospettiva Pixar europea, inserita nel programma della Festa del Cinema di Roma, ha tenuto una vera e propria lezione, su cosa si nasconde dietro quegli studios e su cosa ci dovremmo aspettare da Il viaggio di Arlo – in uscita nelle nostre sale il 25 novembre – , che segue il successo straordinario di Inside Out. «La cosa più importante è una: alla Pixar, tutti, ma proprio tutti, abbiamo amore e passione », esordisce brillantemente Mann, «Ho fatto tanta gavetta e ho impiegato dieci anni per arrivare dove sono, una strada contorta e lunga, ma ora sono felice di far parte di questo enorme universo. Tra l’altro il mio dipartimento cura la bozza iniziale delle storie, così per dare un’idea agli altri di ciò che sarà il film in questione, trasmettendo loro tutto il nostro entusiasmo ».

Il viaggio di ArloScatto dopo scatto, ricordo dopo ricordo (dalla prima scrivania che era una porta, fino all’approdo a Cartoon Network per arrivare, infine, alla Pixar), la lezione di Kelsey Mann sfocia proprio al prossimo titolo Pixar, Il viaggio di Arlo, diretto da Peter Sohn e scritto dal nostro Enrico Casarosa (l’autore del corto La Luna) e Bob Peterson. Kelsey, straripante di gioia, ci mostra in anteprima esclusiva alcune immagini – prova e sequenze del film – che racconta di Arlo, un apatosauro disperso e lontano dalla famiglia, e di Spot, un bambino ”trovatello”, spiegando il concetto che si è voluto trasmettere: «Per Il viaggio di Arlo siamo partiti da un concetto: l’amore tra un bambino e il proprio cane. Da lì però abbiamo riscritto la cosa invertendo i ruoli e, nel film, il dinosauro è il bambino, mentre il bambino è il cucciolo ». Ancora una volta, alla Pixar creano opere straordinarie, come dimostrano le immagini introdotte da Mann: «La nostra domanda base quando lavoriamo ad un film è: ”cosa succederebbe se?” E per Il viaggio di Arlo abbiamo pensato a: ”cosa succederebbe se l’asteroide avesse mancato la terra?” » Da qui capiamo subito il concetto, poi esposto dall’animatore, che ci racconta il processo produttivo e le diverse chiavi di lettura: «Prima lavoravamo ognuno nel proprio studio, con la tavoletta grafica, poi ci siamo accorti che era controproducente. Così ci siamo riuniti tutti in una stanza, con le attrezzature, per lavorare al film. Ogni sei settimane però lo disfacevamo per migliorarlo sempre più. Alla fine abbiamo trovato la chiave: la natura, bella, umorale e pericolosa, è l’interprete principale e Arlo e Spot traducono e contengono le sue emozioni ». Sfida tutt’alto che facile, coadiuvata dall’aspetto sonoro del film: «Per ricreare un’atmosfera ci è servita moltissimo la colonna sonora firmata da Jeff e Mychael Danna, oltre che agli effetti sonori curati da Craig Berkley. Ascolterete di cosa sono stati capaci! ».

Dopo i vari disegni e alcune divertenti sequenze, Kelsey Mann ha mostrato una scena (che non vi sveliamo) estremamente toccante, facendoci rendere conto che Il viaggio di Arlo sarà un altro grandissimo film Pixar, in grado di stupirci e commuoverci. «Nella pellicola ci abbiamo messo davvero tutto quello che avevamo », aggiunge commosso Kelsey Mann, «Rendendola intensa, delicata, lieve, empatica. È una profonda storia di amicizia, tra Arlo e Spot, che alterna lacrime a risate, costruita per i più piccoli ma raccontata nel modo più maturo possibile ». Dunque, un piccolo, enorme dettaglio che segna il confine tra un buon film e un capolavoro. E quando la lezione di Kelsey Mann finisce, non vediamo l’ora di immergerci nella natura suggestiva e straripante dell’opera, insieme ai bellissimi e già memorabili Arlo e Spot.

Damiano Panattoni

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