VERDONE E ALBANESE RACCONTANO “L’ABBIAMO FATTA GROSSA”

Carlo Verdone e Antonio Albanese ci raccontato com’è nata la loro inedita e scoppiettante coppia, protagonista de L’Abbiamo Fatta Grossa, il nuovo film del regista romano!

Verdone e Albanese versione Blues Brothers nel banner del fil.
Verdone e Albanese versione Blues Brothers nel banner del film.

Un investigatore privato che insegue i gatti scappati di casa; un attore di teatro dalla parlantina rapida ma senza un soldo in tasca. Con loro, una valigetta piena di soldi e piena di guai. Entrambi, come nella regola classica della commedia, finiscono per incontrarsi e scontrarsi nel fatidico momento sbagliato, che li porterà dritti dritti in uno romanzo thriller. L’Abbiamo Fatta Grossa (in sala dal 28 gennaio grazie a FilmAuro), il nuovo film diretto e interpretato da Carlo Verdone – scritto insieme a Pasquale Plastino e Massimo Gaudioso -, gioca naturalmente sull’equivoco, costruendo la storia sulla comicità della coppia protagonista, dove Verdone controbatte la spumeggiante verve di Antonio Albanese. I due infatti, che sul set si erano sfiorati solo in Manuale d’Amore 2 di Veronesi e Questione di Cuore di Francesca Archibugi, formano un’accoppiata inedita e perfettamente amalgamata che, come ci racconta lo stesso Carlo Verdone durante la presentazione del film, è riuscita nell’intento di far ridere con due stili interpretatativi differenti: «Bisogna unire le forze: una volta si faceva di più al cinema, anche perché è bello creare delle coppie. Noi siamo diversi ma insieme capaci di accendere la scintilla. E con Antonio ho cercato di costruire qualcosa di più fantasioso ». Dal canto suo, Antonio Albanese, si è detto entusiasta di aver contribuito a creare la riuscita coppia: Â«È una questione di ritmo: con Carlo è stata musica e mi sono ritrovato a suonare nella sua storia, circondato da una troupe fantastica (nel cast, come co-protagonista femminile, figura anche Anna Kasyan, raffinata cantante lirica armena dalle spiccate doti comiche, ndr.). «Sul set c’era una fiducia reciproca », prosegue Albanese, «è stato eccitante confrontarmi con un artista che amo: solo così si può crescere professionalmente. Vorrei tornare a lavorare con Verdone, per continuare a sviluppare questa comicità ».

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Verdone, Albanese e la fatidica valigetta.

L’Abbiamo Fatta Grossa, per intenti e messaggi, si distacca molto dagli ultimi titoli di Verdone: «Nel film c’è una sfumatura noir, e ho messo pure un pizzico di suspence. Ho fatto questa pellicola in piena autonomia, staccandomi dai temi ripresi negli ultimi film », confida il regista, «Senza scordare un piccolo accento di critica sociale, volevo liberarmi da alcuni temi, perché ogni tanto bisogna sterzare, altrimenti la carriera non va avanti… ». Anche la Capitale, cara a Verdone e cornice di quasi tutti i suoi film, è qui ritratta in modo diverso: «Ho cercato di girare in quartieri poco battuti dal cinema. C’è il Bar Tevere, un posto così pasoliniano. Quel bar e le altre location, da Monteverde al Nomentano, riportano in una Roma degli anni ’50. C’è anche l’elegante quartiere castrense e il teatro di Villa Torlonia, che in pochi conoscono », dichiara Verdone. Poi, da Antonio Albanese, che nel film interpreta lo squattrinato attore, arriva una lode al Verdone regista: «Carlo conosce le ansie e le esigenze degli attori. Tutto durante la produzione era molto giusto e insieme si sceglieva pure il ciak ». «Quando vidi Bianco Rosso e Verdone avevo 18 anni », continua Albanese, Mi esalta la capacità di Carlo nel raccontare il nostro Paese. Io, come lui, entriamo nei caratteri dei personaggi e la sua gestualità l’ho sempre amata. È stata una guida ». Poi, Antonio Albanese, scherza sulla possibilità di dirigerlo a sua volta: «Mi piacerebbe dirigerlo, che so, pure in un corto… Vi racconto una cosa: vorrei spremerlo, perché Carlo quando è stacco è divertentissimo! »

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Antonio Albanese e Carlo Verdone sul set del film.

Contrapposto ad Albanese, Verdone in L‘Abbiamo Fatta Grossa interpreta un detective privato, alle prese con casi sciagurati e una zia ultra-ottantenne: «L’investigatore privato è un personaggio molto interessante, per certi versi pure miserabile. Da questa figura è partito tutto. Il mio investigatore poi è un ex carabiniere, di basso profilo, con problemi simili al personaggio di Albanese », dice Verdone che, prima di chiudere l’incontro, risponde alle lodi di Albanese, con una speranza per il futuro: «Io ed Antonio siamo divenuti amici, cosa rara sul set. Ci uniscono le passioni in comune e, tra noi, c’è un fortissimo rispetto, non ci siamo mai scavalcati. Dico che forse è il miglior attore che abbia mai avuto. Se il pubblico apprezzerà questo film, abbiamo già una traccia per il prossimo… Ora vediamo come va ».

Damiano Panattoni

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