American History X e quella guerra folle tra il regista Tony Kaye, la New Line Cinema e Edward Norton

Scopriamo fino a che punto il montaggio di "American History X" provocò forti dissidi interni tra il regista, lo studio e Edward Norton.

Tra i vari film che hanno avuto il duro compito di portare un messaggio delicato come quello dell’odio razziale sul grande schermo, uno dei più potenti e devastanti dal punto di vista emotivo è stato sicuramente American History X.

Il film, ideato e sceneggiato da David McKenna e diretto dal regista britannico Tony Kaye nel 1998, nonostante il tiepido successo al botteghino (24 milioni di dollari incassati in tutto il mondo) fu lodato dalla critica e ancora oggi, grazie alla sua inalterata potenza visiva, rimane un autentico Cult. All’uscita del film tuttavia, e ancor prima durante la lavorazione, ci furono diverse polemiche che videro protagonisti il regista Tony Kaye, i produttori della New Line Cinema e Edward Norton. Andiamo a scoprire perché.

Tony Kaye vs Edward Norton al montaggio

American History X fu il film di debutto per Tony Kaye, regista britannico che fino ad allora si era concentrato a dirigere perlopiù video musicali e installazioni artistiche. Ad oggi rimane l’opera per la quale viene più ricordato, anche se i suoi rapporti con la pellicola furono tutt’altro che sereni.

Prima di lui, la New Line Cinema offrì la sceneggiatura scritta da David McKenna al regista di Easy Rider Dennis Hopper. Quando Hopper rifiutò, Kaye ottenne il lavoro. Una volta iniziata la produzione, ci furono diversi cambiamenti di sceneggiatura fatti soprattutto per volontà di Edward Norton e la cosa non andò per niente a genio al regista. La direzione della storia si allontanò parecchio da ciò che aveva originariamente pianificato Kaye, tanto che diverse volte espresse il suo desiderio di abbandonare il progetto.

Finite le riprese, la versione originale editata da Kaye aveva una durata di 95 minuti e venne mostrata alle prime proiezioni di prova. Nonostante risposte generalmente positive, la New Line Cinema insistette per far apportare ulteriori modifiche al film, gesto che venne commentato da Kaye con queste parole: “Sono pienamente consapevole di essere un regista esordiente, ma ho bisogno della stessa autonomia e del rispetto che ha Stanley Kubrick”. Poco tempo dopo, Norton fu coinvolto nel nuovo montaggio insieme a Kaye: fu un’esperienza estenuante per entrambi, che avevano delle visioni completamente diverse. A un certo punto, è stato riportato che Kaye diede un pugno talmente forte ad un muro che gli furono necessari dei punti di sutura alla mano.

Nel giugno 1998, lo studio proiettò una seconda versione del film con le modifiche apportate da Norton, che continuavano a non andare a genio al regista inglese. Nello specifico, Kaye si opponeva a 18 minuti aggiuntivi di filmati che secondo lui erano stati aggiunti da Norton solo per darsi più minutaggio. A quel punto la New Line Cinema concesse a Kaye otto settimane in più per montare e presentare un nuovo taglio del film.

Tony Kaye rinnegò il film

Durante questo periodo, Kaye intraprese una serie di azioni vendicative spendendo circa 100.000 dollari in pubblicità sulla stampa hollywoodiana e condannando il comportamento di Norton e dello studio. American History X doveva essere presentato in anteprima al Toronto International Film Festival del 1998, tuttavia, Kaye pretese che l’organizzatore Piers Handling ritirasse il film. Il 28 luglio 1998, dopo la scadenza delle otto settimane, Kaye non aveva nulla di nuovo da mostrare e lo studio annunciò che avrebbe rilasciato la versione di Norton.

La decisione fece imbestialire Kaye a tal punto che volle rinnegare American History X e far rimuovere il suo nome dai titoli, facendolo sostituire con l’appellativo “Humpty Dumpty”. Kaye, inoltre, cercò di usare Alan Smithee – lo pseudonimo ufficiale per i registi che cercavano di rinnegare i loro progetti, ma la Directors Guild of America bloccò il suo tentativo, in quanto le regole ufficiali della DGA stabilivano che i registi potevano usare lo pseudonimo Smithee solo se accettavano di non denigrare pubblicamente il film, cosa che Kaye aveva già fatto.

Il regista a quel punto intentò una causa intentò una causa da 200 milioni di dollari contro la DGA e la New Line Cinema. Il produttore della New Line Michael De Luca cercò di appianare le cose tenendo un bizzarro incontro con Kaye alla “presenza calmante” di un rabbino ebreo, un monaco buddista e un prete cattolico. Kaye decise comunque di andare avanti, ma la causa finì per essere archiviata nel 2000.

Le scuse di Tony Kaye e il sequel di American History X

Il comportamento eccessivo di Kaye ebbe forti ripercussioni sulla sua carriera: Hollywood cominciò a considerarlo ‘impiegabile’ e difatti non diresse più nessun film per molti anni, praticamente fino al 2006 con il film-documentario Lake of Fire. In seguito Tony Kaye tornò sui suoi passi, assumendosi tutta la colpa per quanto successo: “Il mio ego si è messo in mezzo. È stata interamente colpa mia. […] Ogni volta che posso, colgo l’occasione per scusarmi”.

Tony Kaye Photo by Picture Perfect/REX/Shutterstock

Nel 2011 il regista riuscì a portare a compimento Detachment, film al quale presero parte grandi attori come Adrien Brody, Brian Cranston, James Caan e Lucy Liu.
Nel settembre 2020 viene reso noto che Tony Kaye dirigerà una sorta di spin-off di American History X intitolato African History Y con Djimon Hounsou come attore protagonista. Il film risulta essere attualmente sviluppo.

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