Doctor Strange nel Multiverso della Follia – La recensione

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L’azione si svolge pochi mesi dopo gli eventi raccontati in Spider-Man: No Way Home, terzo film della trilogia diretta da Jon Watts, dove gli spettatori avevano avuto un grande saggio delle potenzialità narrative insite nel concetto di Multiverso, tema su cui era stata anche incardinata la meno soddisfacente serie Loki. Doctor Strange (Cumberbatch) soffre di incubi terribili in cui vede se stesso, anche se lievemente diverso, tentare di salvare una ragazzina (Gomez) da una creatura mostruosa. Quando quella ragazzina irrompe nella realtà e con lei il mostro che la inseguiva, lo stregone capisce che dovrà chiedere l’aiuto di altri esperti delle arti magiche per salvarla. Peccato però che nulla sia come sembra e che da quel momento inizierà per lui un percorso in cui dovrà confrontarsi con nemici vecchi e nuovi e, soprattutto, con gli Strange di altri universi.

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L’OPINIONE

Sam Raimi, dopo aver abbandonato i cine-fumetti Marvel nel 2007, con la conclusione della sua trilogia dedicata a Spider-Man, torna dietro la cinepresa per edificare il ventottesimo potente capitolo del franchise noto come MCU, il Marvel Cinematic Universe nato nel 2008 con Iron Man e capace, negli anni, di tessere una fitta ragnatela tra film e serie tv, con continui richiami da un titolo all’altro, capaci di titillare il gusto nerd degli appassionati senza per questo perdere un grammo di godibilità per i meno preparati su personaggi e cronologie dei fumetti Marvel. In questo caso Raimi si può anche permettere una strizzata d’occhio a Evil Dead (La casa), saga con cui ha debuttato nel 1981 e che l’ha consacrato giovane maestro dell’horror, offrendo uno spiritoso cammeo al suo attore feticcio Bruce Campbell. Il film, giocando sulle infinite possibilità offerte dal Multiverso, presenta una serie di apparizioni a sorpresa che, appunto, non sarebbe qui lecito anticipare al lettore e che suggellano il ritorno in grande stile del regista ai cine-fumetti da lui tanto amati.

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Per cogliere tutti i riferimenti sarebbe necessario (ri)vedere almeno Spider-Man: No Way Home e le serie WandaVision e Loki. Il maggior godimento però lo offre un salto nel passato di Raimi con la tripletta La Casa (1981), La Casa 2 (1987), L’armata delle tenebre (1992).

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