Claudia Cardinale compie 80 anni: i suoi 5 film stracult

Visconti, Fellini, Leone, Zurlini, Bolognini, Zampa, Magni, Comencini, Damiani: registi tutti che hanno scelto l’enigmatica, sensuale, volitiva Claudia Cardinale, nata Claude Josèphine Rose Cardinale (Tunisi, 15 aprile 1938), come protagonista di film entrati nella storia del cinema (ricordiamo, a titolo esemplificativo, solo Il Gattopardo e C’era una volta il West). Attrice pluripremiata (tra i premi alla carriera figurano sia il Leone, che l’Orso d’oro), si è spesso distinta incarnando figure femminili dal temperamento orgoglioso e battagliero. La nostra giuria composta da 11 Catecumeni Yeeeuuuch (più il sottoscritto) ha scelto cinque titoli tra gli oltre cento della gloriosa carriera di C.C., titoli interessanti per la loro rarità, oppure per il loro fascino “pop-stracult”:

  1. Il giorno del furore (Antonio Calenda, 1972): da una novella di Lermontov, ambientato nella Russia pre-rivoluzionaria, il film narra della lotta di un contadino anarchico e vendicativo contro un proprietario terriero colpevole per avergli assassinato la madre e il fratello. Unica regia cinematografica del regista teatrale Calenda, con un protagonista antipatico e fuori parte (John McEnery), si ricorda solo per le interpretazioni focose di Oliver Reed e di Claudia Cardinale e per le ribalde e struggenti musiche di Ortolani. Nella foto che vi mostriamo, la scena più gradevole del film, quella in cui l’attore di “I diavoli” e la nostra diva fanno un bagno in una tinozza coperti solo dalla schiuma del sapone.
  1. Le pistolere (Christian-Jaque, 1972) C.C. e B.B. (Brigitte Bardot) nemiche-amiche, insieme nel vecchio West per una scatenata avventura proto-femminista, per alcuni spassosissima, per altri tremenda, ma almeno la lunga scazzottata tra le due dive merita la visione. Se soltanto alla regia ci fosse stato il nostro Sergio Corbucci…
  1. I guappi (Pasquale Squitieri, 1974) Grandioso feuilleton ambientato nella Napoli di fine Ottocento con un tris di attori (Cardinale, Testi, Nero) in forma smagliante. Memorabile la scena in cui Claudia Cardinale per amore del suo “guappo”, per fargli riavere la libertà, si concede al lascivo e bastardissimo delegato della polizia interpretato dal fuoriclasse Raymond Pellegrin.
  1. 4. Goodbye & Amen – L’uomo della CIA (Damiano Damiani, 1977) “Politicarello spionistico” declinato in salsa thriller, avente a oggetto gli intrallazzi della CIA con la polizia nostrana. Scorrevole e ansiogeno a sufficienza, con Claudia nel ruolo dell’ “ostaggio”, che frettolosamente esce di scena, ma non prima di aver ricordato come si pronuncino correttamente in inglese le parole “unconditional surrender” e aver fatto urinare in un vaso da fiori il suo amante ammanettato.
  1. Si salvi chi vuole (Roberto Faenza, 1980) Un deputato comunista (il sempre eccellente Gastone Moschin), costretto a fare il pendolare tra Roma e Bologna, deve affrontare in famiglia una realtà più dura di quella vissuta all’interno del partito. Amaramente profetico, il film offre a Claudia Cardinale, nel ruolo della moglie permissiva del protagonista, l’occasione per cimentarsi con una commedia grottesca e sopra le righe, tra flatulenze e “indiani metropolitani”.

    Holy Socks, l’ultima parola alla diva Claudia: “Non ho mai cercato di sedurre, di mentire, mi sono limitata a cercare di far sognare”.

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