Fratelli D’Innocenzo: “I film ci hanno salvato la vita, la nostra prossima opera sarà una storia d’amore”

I fratelli D'Innocenzo protagonisti dell'incontro ravvicinato alla Festa del Cinema di Roma

Ieri alla Festa del Cinema di Roma è stato il giorno dei fratelli registi Damiano e Fabio D’Innocenzo, che si sono raccontati al pubblico, intervistati da Alberto Crespi.
I due fratelli classe 1988, hanno commentato le scene dei loro film e di due titoli che amano (Taxi driver scelto da Fabio e Il posto scelto da Damiano), anticipando qualcosa sul loro prossimo lavoro.

I fratelli parlano del loro rapporto col cinema:

Quando vediamo le nostre foto mi fa strano leggere sotto scritto ‘registi’, noi siamo sempre soprattutto e spettatori. I film ci hanno salvato la vita, e proviamo a farne di nuovi perché sappiamo l’incidenza che possono avere sulle serate, sulla vita delle persone.
I primi film visti al cinema furono Titanic o Space Jam. Favolacce è un po’ uno sfogatoio di ciò che abbiamo vissuto da bambini, mentre La terra dell’abbastanza è più meditato: nonostante sia stato il nostro film d’esordio, la sceneggiatura di Favolacce è precedente. Eravamo all’oscuro di molti elementi della cinematografia, e ora che stiamo lavorando al terzo film sappiamo che è importante avere la stessa curiosità e senso di scoperta che si ha con la prima opera.”

Parlando poi del loro terzo film in scrittura:

“Ci approcciamo al progetto con la stessa paura dei primi due. Il nuovo film sarà una storia d’amore nella direzione “del sangue”, cioè dell’espressione più forte dei sentimenti. Come un po’ fu per La Terra dell’Abbastanza

Fabio D’Innocenzo parlando di “Taxi Driver”:

“quello che adoro di “Taxi Driver” è che parla di un reduce del Vietnam che arriverà a tentare di uccidere un politico. Tutto questo perché? Perché c’è l’incontro con una donna, non la guerra. Tutto parte dagli incontri, sono il centro del mondo, ogni cosa scaturisce da due esseri umani che si conoscono, e la vita di uno dei due può avere un corto circuito”.

Damiano D’Innocenzo parlando diIl posto”, precisamente la scena del caffè:

“In sceneggiatura in queste scene sembra che non accada nulla, ma in realtà c’è tutto, questi due momenti precedono tutto ciò che succede. Sono pieni di dettagli e fanno entrare lo spettatore nella realtà. Lo adoro per questo.”

“In quale film vi piacerebbe vivere?” :

Fabio D’Innocenzo: ”ne La vita di Adele, per il romanticismo, che è incredibile e perché parla anche di una grande fragilità”.

Damiano D’Innocenzo: “in Lost in traslation, è un film che parla di tutti noi, che rappresenta delle vite sospese. Vorrei vivere dentro quell’hotel.”

 

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