Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto – La recensione

Antonio Albanese e Paola Cortellesi di nuovo agli ordini di Riccardo Milani

Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto (Claudio Iannone)

Squadra che vince non si cambia, tutto sta a capire se ci sia l’occasione di scendere in campo. Nel caso di Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto era quasi inevitabile che il risultato del precedente film portasse a vedere di nuovo uniti i protagonisti di una commedia italiana che ambisce a qualcosa di più che a far parte di un genere.

Gli altri film in uscita al cinema nel weekend del 26 agosto

Intenzione forte e dichiarata di Riccardo Milani e Paola Cortellesi – marito e moglie, regista e protagonista, oltre che co-sceneggiatori – è stata principalmente quella di arrivare al cinema, dopo il complicato periodo trascorso e in ottica ripartenza. Una missione compiuta con un certo successo, a prescindere dal giudizio artistico e dai gusti di ciascuno.

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (Claudio Iannone)

Sullo schermo, la storia raccontata torna a mettere la periferia al centro dell’attenzione. Più che quella di Bastogi e Coccia di Morto – che appaiono solo in alcuni momenti, quasi più come citazione obbligata che per necessità narrative – quella della parrocchia dove il bel sacerdote militante interpretato da Luca Argentero si prodiga per aiutare i cittadini più in difficoltà (che nella realtà non è a San Basilio, ma in zona Prenestina/Tor de’ Schiavi).

Il primo teaser di Come un gatto in Tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto

C’è sempre un intento sociologico e civile alla base, tipico del genere cui facevamo riferimento, anche se non quello dei grandi maestri degli anni d’oro né quello di sviluppi più recenti, spesso confusi sulla differenza tra boccaccesco e sboccacciato. E anche qui, i momenti meno coerenti con il resto sono quelli in cui il ‘popolo’ di Bastogi viene gratuitamente rappresentato in maniera esagerata, ben oltre il caricaturale o l’ironico.

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (Claudio Iannone)

Momenti, appunto, che nulla tolgono alla piacevolezza dell’esperienza complessiva. E non distraggono – come rischiano di fare alcune scene un po’ fini a se stesse legate al contesto parrocchiale, che andava comunque descritto ed era alla base dell’idea originaria del sequel – dall’impegno principale. Quello di trasmettere un messaggio di speranza, di apertura all’ascolto e un invito a guardare verso l’esterno della nostra bolla, al resto del mondo in cui viviamo.

Box Office 15 agosto, Ferragosto a Coccia di Morto

La caduta di Monica, il distacco di Giovanni, sono le premesse di un ‘inferno‘ nel quale gli altri personaggi si alternano nei ruoli di aguzzini e penitenti. Una cornice nella quale il confronto non è più tra i due rappresentanti di due universi lontani che finiscono per toccarsi, ma più ampio. Con la volontà di spingersi in avanti, in prospettiva, parlando della necessità di conciliare stimoli culturali e partecipazione sociale.

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (Claudio Iannone)

Un tentativo encomiabile, che a tratti ci riporta ai confini di un genere che tutti amiamo, ma che spesso finisce per guardarsi allo specchio o fissarsi sul proprio ombelico. Che ci riesce grazie all’interpretazione misurata ed espressiva di un ottimo Antonio Albanese, al quale dobbiamo anche la splendida sorpresa che il ‘milanese’ Giovanni fa alla romana Monica e a tutti noi (tra le scene più iconiche insieme a un paio di giocose riletture di Bergman e Kubrick). E che il pubblico ha già premiato in occasione delle anteprime ferragostane, decisamente promettenti in vista della tanto attesa uscita al cinema del 26 agosto.

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (Claudio Iannone)
Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (Claudio Iannone)

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