LA SCELTA

Italia, 2015 Regia Michele Placido Interpreti Raoul Bova, Ambra Angiolini, Michele Placido, Valeria Solarino Produzione Federica Vincenti per Charlot e Goldenart Production Distribuzione Lucky Red Durata 1h e 26′

In sala dal

2 aprile

L’unico vero cruccio nella vita di Giorgio, ristoratore, e di Laura, che dirige un coro di bambini, è la mancanza di figli. Ci provano senza successo da anni e il destino li accontenta in modo drammatico. Dopo aver subito uno stupro in un vicolo, infatti, Laura rimane incinta. Per Giorgio è inaccettabile pensare di avere un figlio non suo, la sola idea lo ossessiona, preferisce che Laura abortisca. Il confronto fra i due rischia di minare per sempre il matrimonio…

Una “scelta” difficile quella di Michela Placido, che prende ispirazione da una commedia di Luigi Pirandello (L’innesto, prima rappresentazione a Milano nel 1919) e decide di trasportarla ai nostri giorni, ambientandola in una suggestiva Bisceglie. Ma se il tema è indubbiamente sempre attuale, nel frattempo diverse cose sono cambiate nel modo di affrontarlo rispetto a novanta anni fa. Ed è già qui che il film funziona meno: non basta spostare avanti la ruota del tempo per pensare di avere reso la vicenda moderna. Forse sarebbe stato più coraggioso mantenere anche il titolo originale, per rendere più chiara l’idea di come un intervento estraneo e lacerante nella vita della coppia possa trasformarsi in un elemento rigenerante. Placido sa come girare un film lavorando di sottrazione, lo si vede nella sequenza solo accennata dello stupro, ma in altri momenti si abbandona alla ridondanza, come nell’avvio della pellicola, che decolla faticosamente, e nelle sin troppo lunghe scene dei canti con i bambini. Ed è anche un bravo direttore di attori, ma alla fine il meglio della recitazione viene dalle sue brevi apparizioni nelle vesti del maresciallo Nicotri: con la sua esperienza gli basta uno sguardo, un silenzio e il gioco è fatto. Raoul Bova e Ambra Angiolini, impegnati in una prova sicuramente non semplice, fanno quello che possono, soprattutto il primo, alle prese con un personaggio scomodo che fa quasi da spalla a quello di Ambra, chiamata a una più profonda e lacerante performance. Nonostante il loro impegno a tratti si sente che stanno recitando e l’impatto emotivo resta freddo e distaccato.

Valerio Guslandi