The Gentlemen, dal 1° dicembre su Prime Video – Recensione

Guy Ritchie torna all’antico amore, il gangster movie in salsa British, con un cast eccezionale e il suo inconfondibile stile

the gentlemen

Sono passati ventidue anni da quando nei cinema inglesi arrivò Lock, Stock and Two Smoking Barrels, film d’esordio del britannico Guy Ritchie. Come The Gentlemen gangster movie ambientato nella Londra non da cartolina, Lock & Stock lanciò una generazione di attori e soprattutto uno stile, caratterizzato da un montaggio frenetico, accelerazioni improvvise seguite da repentini ralenti, dialoghi serrati e intrecci complicati risolti con mirabolanti colpi di scena e ribaltamenti.

Grande successo in tutto il mondo, seguito poi da Snatch

A cui volle partecipare in un ruolo secondario addirittura Brad Pitt. Ma la fama, si sa, è effimera. Ritchie lo ha scoperto a sue spese, prima diventando il signor Madonna, per cui ha diretto il disastroso Swept Away, e poi pensando di poter vivere di rendita su un’idea di cinema che era già vecchia all’apice del suo successo.

Il dittico di Sherlock Holmes gli ha salvato la carriera, anche se è più corretto indicare Robert Downey Jr. nel ruolo del soccorritore, e il remake live action di Aladdin gli ha senz’altro assicurato la pensione, dopo un altro paio di pesanti passi falsi come The Man from U.N.C.L.E. e King Arthur.

Insomma, la carriera di Guy Ritchie è stata tutt’altro che rose e fiori. Eppure, ha sempre avuto una capacità straordinaria di attirare grandi nomi nei suoi film e The Gentlemen non solo non fa eccezione, ma è quasi l’apoteosi di questa abilità.

The Gentlemen

The Gentlemen, un tappeto rosso sangue

Matthew McConaughey, Charlie Hunnam, Hugh Grant, Colin Farrell, basterebbero loro a far felice un pubblico esigente. Calati in ruoli molto ben caratterizzati, come non capitava da tempo per Ritchie, in una storia dai molti intrecci in cui la trama è a dire il vero anche superflua, un complicato intrigo di gangster londinesi che ruota attorno al carismatico Michael Pierson, il boss a cui tutti vogliono succedere, in un modo o nell’altro. Ma un re non è facile da deporre.

The Gentlemen viaggia sui binari tipici del cinema di Guy Ritchie, ma con una consapevolezza cinematografica più matura, dettata probabilmente anche dalla necessità di non incappare in un ennesimo sonoro fiasco. Non è accaduto, per sua fortuna, tanto che il film si trasformerà anche in una serie, forma narrativa in cui il regista dell’Hertfordshire (di Hatfield per l’esattezza, poco a nord di Londra) non si è mai cimentato e che dovrebbe calzargli a pennello, vista la logorrea visiva e narrativa a cui non riesce a sottrarsi.

Neanche in The Gentlemen, a dire il vero

Ma qui il flusso che è più opportuno definire d’incoscienza è contenuto in due ore ben costruite e messe in scena con un’innaturale asciuttezza sorprendente per il vecchio Guy.

The gentlemen Michelle Dockery
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Cast magnifico, con Hugh Grant super gigione svariate spanne sopra i colleghi, ma d’altronde non è una notizia. Ottimo come sempre anche McConaughey, e il cameo espanso di Farrell è davvero gustoso. Ma tra questa tempesta di testosterone, spicca la magnifica Michelle Dockery, lontana anni luce dalla fredda compostezza di Downton Abbey, qui donna del gangster che è ovviamente tutt’altro che fragile e indifesa. Veramente magnifica.

The Gentlemen è disponibile su Amazon Prime Video dal 1° dicembre.

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