THE JUDGE

Usa, 2014 Regia David Dobkin Interpreti Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Billy Bob Thornton, Jeremy Strong, Melissa Leo Sceneggiatura Nick Schenk, Bill Dubuque Produzione Robert Downey Jr., Bruce Berman, Herb Gains, Jeff Kleeman Distribuzione Warner Bros. Durata 1h e 21′

In sala dal  

23 ottobre

Scappato dalla provincia a Chicago, dove è diventato un affermato e cinico avvocato difensore, Hank Palmer, semi divorziando e con figlia, è obbligato a tornare al borgo natio in Indiana, Carlinville, per l’improvvisa morte della madre. Lì ritroverà la famiglia avversata, fratelli e soprattutto il terribile padre Joseph, un giudice integerrimo e duro tanto in aula che nelle mura domestiche. Le tensioni rinfocolano subito, ma c’è l’imprevisto: il padre, che ha strani improvvisi vuoti di memoria, viene accusato dell’omicidio di un losco figuro che aveva condannato molti anni prima. Inevitabile per Hank il coinvolgimento nel caso e risolvere finalmente tutte le questioni lasciate in sospeso con la sua peraltro comprensibile fuga in città.

Non tanto un legal thriller, quanto un melodramma famigliare stile I segreti di Osage County (per citare il più cronologicamente prossimo). In realtà, nonostante il regista David Dobkin (2 single a nozze, Cambio vita) dica e ripeta di essersi ispirato alla propria esperienza personale, la sensazione persistente è quella di un manufatto tutto costruito e levigato (maluccio) a tavolino con qualche dettaglio da iperrealismo di dolorosa vita quotidiana giusto per confondere le acque e tanto per permettere ai due colossi Downey e Duvall di gigioneggiare senza freni, lasciando ai personaggi di contorno (Vincent D’Onofrio e i trascurati Vera Farmiga e Billy Bob Thornton tra gli altri), i loro spazi contrattuali di a-solo. La partenza peraltro, sia pure rigorosamente nel già visto, prometteva qualcosa in più, con la caustica cattiveria di Downey azzeccagarbugli a spadroneggiare. Ma si è capito subito che il miele stava subito lì dietro l’angolo a impiastricciare ogni sviluppo e rivelazione, sino al “volemose bene” finale, alla riaffermazione dei sani principi e della santità della Giustizia, con punte persino di fastidioso giustificazionismo.

Massimo Lastrucci