West Side Story – La recensione del film di Steven Spielberg

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USA, 2021 Regia Steven Spielberg con Rachel Zegler, Ariana DeBose, Ansel Elgort, David Alvarez, Mike Faist, Bryan d’Arcy James, Corey Stoll, Josh Andrés Rivera, Rita Moreno Durata 2h 36’ Distribuzione Disney

LA STORIA – Spielberg, coadiuvato dallo sceneggiatore Tony Kushner (già al suo fianco in Munich e Lincoln), riprende il musical con libretto di Arthur Laurents, parole di Stephen Sondheim e musiche di Leonard Bernstein, liberamente tratto dal Romeo e Giulietta di William Shakespeare, andato in scena per la prima volta il 19 agosto 1957 al National Theatre di Washington. L’enorme successo di quell’opera ne ha visto la riproposizione nei teatri di tutto il mondo e la consacrazione cinematografica nell’omonimo film diretto da Jerome Robbins e Robert Wise, interpretato da Natalie Wood, Richard Beymer, Rita Moreno, George Chakiris e Russ Tamblyn, uscito nel 1961 che, candidato a undici Oscar, ne ha vinti dieci, tra cui quello per il miglior film.

West Side Story, la nuova featurette del film di Steven Spielberg

La vicenda ambientata nel 1957, nell’Upper West Side di New York, racconta la rivalità tra due bande di adolescenti: gli immigrati portoricani Sharks contro i Jets, gang di ragazzi bianchi. In questo clima di odio e intolleranza, Tony (Elgort) un ex membro dei Jets appena uscito dal carcere e miglior amico del loro capo Riff (Faist), si innamora di Maria (Zegler), sorella di Bernardo (Alvarez), leader degli Sharks.

West Side Story

L’OPINIONE«For Dad»: è tutto nella dedica finale dopo i titoli di coda il senso di questa raffinata operazione di filologia cinefila in cui Steven Spielberg rievoca la propria infanzia, passata ad ascoltare il disco del musical e cantarlo ai genitori con esiti bizzarri. Impreziosito dalla fotografia di Janusz Kamiński, giunto così alla sua diciannovesima collaborazione con Spielberg, in un felice sodalizio iniziato ai tempi di Schindler’s List (1993), il film è un pirotecnico susseguirsi di coreografie sulle celeberrime canzoni del musical. La novità, rispetto all’originale, è che questa volta i personaggi “latini” del film sono interpretati da attori davvero latini, mentre l’omaggio è costituito dalla presenza di Rita Moreno, premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel ruolo di Anita nel 1961, che qui appare nel ruolo di Valentina, vedova di Doc, il gentile droghiere interpretato da Ned Glass nel primo film. L’obiettivo è quello di riavvicinare le nuove generazioni a questo classico, anche se permane un dubbio sul senso di realizzare un remake tanto fedele all’originale.

SE VI È PIACIUTO GUARDATE ANCHE – Rivedere il film del 1961 è ovviamente necessario per dare la caccia alle differenze. Per gli appassionati di musical contemporaneo imperdibili poi La La Land (2016) di Damien Chazelle e Tick, Tick… Boom! (2021) di Lin-Manuel Miranda.

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