“ITALSTELLAR”, IL WEB-CORTO SATIRICO SULL’ITALIA DI OGGI

ITALSTELLAR
(Italia, 2014)

italstellar3Il protagonista è un italiano degno di essere protetto dal WWF: non parcheggia in seconda fila, paga le tasse in anticipo e, soprattutto, horribile dictu, ha chiamato la figlia Angela “perché tutto quello che dobbiamo pagare, prima o poi lo pagheremo”. Per questo viene scelto, con altri suoi simili, per una missione vitale: visto le rovinose condizioni socio-economiche dell’Italia, l’unica soluzione è fondare Italia 2 in una galassia lontana, la Galassia Leopolda, ripopolandola, spiega lo scienziato ideatore del progetto, “con i corredi cromosomici delle migliori menti che questo Paese ha avuto”, per non ripetere così gli stessi errori che ci hanno portato alla rovina. Purtroppo, a un passo dalla meta, il protagonista legge la lista degli “eletti”: Mussolini, Berlusconi, Craxi, Andreotti, Vespa, Signorini… L’ultima immagine è di Italia 2: un maxi ingorgo in tangenziale, il cartellone pubblicitario di Natale su Venere e le radio trasmette l’ultimatum della Banca Centrale di Saturno. Quattro anni dopo l’irresistibile parodia anti-berlusconiana Inception, che li ha fatti scoprire ed è poi diventato il nome del loro gruppo creativo e produttivo, gli sceneggiatori (lo script, come sempre, lo hanno scritto coi soci Marco Lupo Angioni e Daniel Franchina) e registi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi tornano al web ancora nel segno di Nolan, proponendo con graffiante ironia un nuovo spoof trailer, giocando con immaginari successi precedenti (“dai creatori di 2014: Odissea nello Spread e V per Verdini”), ironiche frecciate “trasversali” che vanno sempre a segno (il primo razzo che precipita, in quanto prototipo Fiat) e approdando ad un’amara visione vichiana del nostro Paese come eterno ritorno. Surreale quanto disperato. E subito virale. Giustamente.

Guarda Italstellar!

INTERVISTA A GIUSEPPE G.STASI

italstellar_setEntrambi ventottenni, amici da sempre, e da sempre appassionati di cinema, Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi sono nati e cresciuti a Matera per poi trasferirsi a Roma per laurearsi in Comunicazione e Discipline dello Spettacolo. L’ improvviso “successo virale” ottenuto sul web a fine 2010 (quasi due milioni di visualizzazioni), grazie alla parodia in forma di spoof trailer Inception-Made in Italy. permette a Fontana e Stasi e al loro gruppo creativo Inception (fondato con Marco Lupo Angioni, sceneggiatore e produttore, e Daniel Franchina, sceneggiatore) di collaborare nel 2011 al progetto Buon compleanno, Italia, realizzato da Sky per i 150 anni dell’unità nazionale. La coppia di registi/sceneggiatori ha poi realizzato spoof trailer e corti satirici (vale la pena di citare almeno Il Cavaliere Oscuro: Il ricorso, Forrest Gelli, Montinator: Scontro finale) per diversi programmi televisivi, come Un due tre stella di Sabina Guzzanti su La7, Neripoppins di Neri Marcorè su Rai 3 e Gli sgommati su Sky, per il quale hanno creato la serie Lotta politica. Sempre e visto da più di 400 mila abbonati: un successo che ha determinato, cosa inconsueta per un prodotto televisivo, la distribuzione in sala, anche se limitata al solo circuito The Space. Nonostante non siano neppure trentenni, Fontana e Stasi hanno già ricevuto un premio alla carriera (!) a Pescara, e il prestigioso e storico Premio satira politica a Forte dei Marmi nel 2012.

In soli quattro da perfetti sconosciuti siete approdati in tv e poi sul grande schermo. Sembrate proprio la prova vivente che il web non è solo uno spazio creativo libero e un po’ anarchico, ma che può diventare una chiave per trovare una propria strada artistica. Come sono andate veramente le cose?
Tutto è accaduto in maniera del tutto inattesa, una cosa che ha stupito noi per primi. Inception-Made in Italy è nato come uno sfogo personale, semplicemente il frutto della nostra rabbia, della nostra insofferenza per tutto quello che stava succedendo nel nostro Paese per colpa di Berlusconi. Il video ha iniziato, come si dice, a diventare virale, si sono moltiplicate visualizzazioni e condivisioni, ma la cosa che veramente ci ha colpito, e che certo non ci aspettavamo, è il “mondo reale” ha iniziato a cercare noi, non siamo stati noi a cercare contatti. Abbiamo capito che era successo veramente qualcosa quando ci ha contattato il gruppo Espresso per un’intervista su Repubblica.it.

italstellarCosa ha significato per voi passare dallo “spontaneismo” del web al lavoro per la televisione?
Prima di tutto è stato importante strutturarci, avere il nostro gruppo creativo formato da persone fidate e competenti, con le quali lavoriamo ad ogni progetto: Angioni, per esempio, oltre a essere uno dei nostri co-sceneggiatori è stato anche il produttore esecutivo di Amore oggi. Da un punto di vista professionale è stato molto utile sia imparare a rispettare i tempi di un programma televisivo a scadenza settimanale, come Un due tre stella o Neripoppins, che creare video in sintonia con le caratteristiche dei programmi e dei conduttori, da quello più marcatamente politico di Sabina Guzzanti a quello più surreale di Neri Marcorè.

Tutto questo vi ha preparato a sufficienza all’impegno decisamente più complesso del primo lungometraggio?
Non abbastanza, in verità. All’inizio, la proposta di Sky ci ha decisamente spiazzato: chiedere proprio a noi, maestri di cinismo e di satira politica, un film d’amore per San Valentino! Superato il momento di panico iniziale, abbiamo affrontato il progetto come una buona proposta professionale – Sky è una garanzia, e il budget, 450 mila euro, era comunque dignitoso – e un’ulteriore sfida artistica. La chiave è stata: ok l’amore, ma facciamolo a modo nostro, raccontando il backstage del sentimento, cosa c’è dietro i rapporti. Per fortuna ha funzionato: al primo passaggio abbiamo avuto lo stesso numero di spettatori di Argo di Ben Affleck, che dalla sua aveva tre Oscar.

Avete compiuto l’itinerario dal web fino alla sala. Come vedete il rapporto fra Rete e cinema tradizionale? C’è un dialogo in corso? E’ una rapporto in graduale evoluzione?
Il cinema rimane la nostra massima aspirazione, anche perché ci sembra di notare la presenza di diversi produttori con la voglia di innovare, così come è molto piacevole individuare ogni tanto commedie diverse e intelligenti, mi viene in mente Scialla, anche se poi finiscono nella categoria “discriminatoria” dei film d’autore e non ottengono il successo che meritano. Direi che siamo in momento a metà via fra lo status quo immobile e la voglia di un altro cinema. Però la Rete continua ad essere guardato come uno strano animale, il web non viene ancora percepito come un mezzo, una piattaforma e non uno stile. Netflix è l’elemento che ha compiuto la rivoluzione più interessante. Credo che il suo prossimo arrivo in Italia, rimescolerà parecchio le carte.

italstellar1Italstellar come dobbiamo interpretarlo? Un nostalgico ritorno alle origini? Un momento di ripensamento?
Un libero sfogo satirico. Ci è sembrato salutare non perdere questa abitudine. In quella manciata di minuti abbiamo voluto trasmettere non tanto la rabbia, quanto la tristezza che sentiamo. Il finale ci sembra piuttosto chiaro: nei geni contenuti in quelle fialette c’è l’ignoranza, il razzismo, l’ossessione per l’uomo forte al comando, tutto il peggio di cui sembra proprio non riusciamo mai a liberarci.

Progetti futuri?
Un’oretta al giorno, Giancarlo ed io la dedichiamo all’idea di andare a lavorare all’estero. Ma la voglia di rimanere qui, per cambiare qualcosa, è sempre più forte. Così continuiamo a scrivere e a fare progetti. Stiamo ragionando anche su una serie tv. Magari abbinando il modello americano, ovvero grande cura della scrittura e dell’intreccio, con l’idea pragmatica di salvare la qualità anche con un budget modesto. Ci sono serie splendide come True Detective, Fargo o Breaking Bad, che conosciamo e amiamo. Altre, come il classico Twin Peaks, che ancora non abbiamo visto. Intendiamo provvedere al più presto, per passione, ma anche per studiare un modello ideale.

Stefano Lusardi