Addio a Robin Williams

di Daniele Pugliese

Il cinema perde uno dei suoi figli più bizzarri e creativi: Robin Williams è stato trovato morto nella sua casa a Tiburon (California) la scorsa notte. Aveva 63 anni. Il Coroner giunto sul posto ne ha accertata la morte per asfissia e, a questo punto, l’ipotesi più probabile è che si sia trattato di suicidio. Se ne saprà di più nei prossimi giorni quando verranno resi noti i risultati dell’autopsia. Di recente Williams era entrato nuovamente in rehab per sconfiggere una volta per tutte i suoi demoni (non aveva mai nascosto i suoi problemi con alcol e cocaina) e per curare una grave forma di depressione. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo delle celebrità, da Steve Martin a Cher fino al presidente Obama: «Ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere, ha donato il suo incommensurabile talento ». Toccante anche la nota fatta diffondere dalla sua terza moglie, la graphic designer Susan Schneider: «Questa mattina ho perso mio marito e il mio migliore amico, e il mondo ha perso uno dei suoi più amati artisti e uno dei suoi più belli esseri umani. Sono completamente distrutta. A nome della famiglia di Robin, chiediamo che venga rispettata la privacy in questo momento di profondo dolore. È nostra speranza che l’attenzione non si concentri sulla morte di Robin ma sugli innumerevoli momenti di gioia e sulle molte risate che lui ha provocato in milioni di persone. »

Interprete di tante celebri maschere, Robin Williams si era diplomato alla prestigiosa scuola d’arte e recitazione Juilliard di New York negli anni ’70 e, dopo aver mosso i primi passi a teatro, era diventato una star del piccolo schermo grazie al ruolo dell’alieno Mork, dapprima in Happy Days e poi nella serie tv spin-off Mork & Mindy. Al cinema lascia un segno indelebile grazie a film come Good Morning Vietnam, L’attimo fuggente (era lo splendido professore fuori dagli schemi John Keating), Mrs. Doubtfire, Will Hunting-Genio ribelle (Oscar come miglior attore non protagonista), One Hour Photo e Insomnia. Recentemente aveva terminato le riprese di Una notte al museo 3-Il segreto del faraone, accanto a Ben Stiller, in cui interpreta per la terza volta il presidente Teddy Roosevelt e stava discutendo con l’amico Chris Columbus della possibilità di riprendere il ruolo del “mammo” nel sequel di Mrs. Doubtfire, film campione d’incassi nel 1993.

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