INTERVISTA SOCIAL CON GIULIA ELETTRA GORIETTI!

Logo Ciak In MostraCIAK IN MOSTRA: GIULIA ELETTRA GORIETTI HA RISPOSTO COSÌ ALLE VOSTRE DOMANDE SU TWITTER E FACEBOOK!

 

Occhi vispi e viso dolcemente innocente, Giulia Elettra Gorietti, frizzante promessa italiana, ha debuttato giovanissima con Caterina va in città di Paolo Virzì, accanto a due mostri sacri del cinema, Margherita Buy e Sergio Castellitto. Nel 2005 è nel cast di Ti amo in tutte le lingue del mondo, firmata da Leonardo Pieraccioni. Sempre impegnata tra set e tv, presto la vedremo in sala con Suburra, di Stefano Sollima.

Oggi Giulia è stata nella redazione di Ciak in Mostra per rispondere alle vostre domande arrivate tramite Twitter e Facebook!

Giulia Elettra GoriettiCos’hai imparato e cosa ti ricordi del tuo debutto con Caterina va in città di Paolo Virzì?

Mi ricordo l’adrenalina che provavo e l’impegno che mettevo nel cercare di fare un bel lavoro, sensazioni che sento tuttora quando entro in scena. E poi osservavo molto Margherita Buy e Sergio Castellitto. Era il mio primo film e Paolo Virzì mi ha insegnato praticamente l’ABC.

Qual è il tuo rapporto con i social network?

In Italia sono meno usati rispetto agli Stai Uniti, dove tutte le movie star sono davvero presenti sui social, perché, in fin dei conti, fanno parte della nostra realtà. Trovo siano un modo per arrivare alle persone e a me piace usarli. Ci sono anche lati negativi, ma penso che qualsiasi mezzo di comunicazione possa essere deleterio se utilizzato in modo sbagliato.

Come sei entrata nel cast di Suburra e cosa ci puoi dire?

Ero in vacanza in California e stavo leggendo Suburra, il libro di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, da cui è tratto il film, e mi sono appassionata alla storia. Ero talmente affascinata da Sabrina che ho deciso di fare un auto-provino, dando una mia personale interpretazione del personaggio attraverso un monologo. Speravo con la mia idea di arrivare a Sollima, ed effettivamente quando gliel’ho chiesto mi ha detto che è stato un elemento che ha influito nello scegliermi. Credo molto nelle leggi dell’attrazione e forse inconsciamente mi sono posta nei confronti del film in modo tale da avere la chance di poter realizzare il desiderio di prendervi parte.

Che cosa ti aspetti da Suburra?

La storia raccontata in Suburra è molto attuale. Mi ricordo che un giorno, andando sul set, ho preso un giornale per leggere le notizie e in prima pagina c’era lo scandalo “mafia capitale”. In quel momento ho pensato «Oddio, stiamo girando un film su quello che sta succedendo davvero a Roma in questo momento ». Stefano è fantastico nel raccontare questa tipologia di storie, quindi mi aspetto che magari il pubblico, dopo aver visto Suburra, approfondisca l’argomento.

Giulia Elettra GoriettiCom’è recitare accanto a Pierfrancesco Favino?

Fantastico e devo dire che mi ha aiutato molto, soprattutto in alcune scene che magari erano imbarazzanti, anche perché ero l’attrice del cast con meno esperienza.

Cosa sceglieresti tra cinema, tv e teatro?

Cinema. Certo mi piacciono anche teatro e tv, ma il cinema lo sento più vicino. Per essere un’attrice teatrale devi avere delle ottime basi, io ancora non le ho ma me le sto pian piano costruendo. La televisione è un ottimo mezzo per arrivare alla gente, però è diverso, è intrattenimento, tutto è più veloce. Con la macchina da presa hai la possibilità di soffermarti su una scena tutto il giorno e tirare fuori emozioni intime e verosimili, soprattutto quando sei diretta da un grande regista.

 

Com’è stato lavorare con Leonardo Pieraccioni?

Divertentissimo. Ricordo una volta in cui Pieraccioni, Ceccherini e io dovevamo girare una scena intorno a un tavolo. Era un po’ tardi ci era preso un attacco di “ridarella”, probabilmente dovuto alla stanchezza. Eravamo arrivati al punto di non poterci più guardare negli occhi perché scoppiavamo a ridere. Le abbiamo provate tutte ma niente, alla fine l’abbiamo dovuta rimandare al giorno dopo. Rido ancora quando ci ripenso.

Attrice mito a cui ti ispiri?

Anna Magnani, però è inimitabile!

Hai sempre saputo che volevi fare l’attrice?

È una cosa che ho deciso da pochi anni. Quando ero più piccola era una grande passione, ma non ero così sicura di essere all’altezza e dovevo capire se sarei riuscita a sostenere a livello psicologico questa professione. Ho avuto l’intuizione che fosse la mia strada sul set del film di Virzì. Con gli strumenti che ho oggi capisco che quell’intuizione era una consapevolezza.

Giulia Elettra GoriettiÈ difficile fare l’attrice?

Sì, lo è. Per me è complicato destreggiarmi tra la parte sociale, ad esempio red carpet, trucco, stilista, e il lato prettamente interpretativo. La “mondanità” mi pesa ora che sono più adulta, quando ero una ragazzina mi divertivo perché era una novità. Adesso, da donna, mi imbarazza un po’, ogni tanto in certi contesti mi vergogno, ma cerco di non darlo a vedere.

Sei severa con te stessa?

Sì, non sono mai contenta di quello che faccio, sono un’eterna insoddisfatta. Voglio costantemente migliorare. Non mi piace rivedermi sullo schermo, spesso ho un’immagine nella mia testa di come ho girato una scena e, invece, rivedendomi scopro che è completamente diversa da quella che mi ero figurata e quindi vado nel panico.

Se fossi su un’isola deserta quali 3 film ti porteresti?

Mamma Roma con Anna Magnani, Casinò con una strepitosa Sharon Stone e La vita è bella di Roberto Benigni.

Progetti futuri?

Sì ci sono, ma per ora non posso dirvi nulla!

Rudy Ciligot

Ph. di Sergio Lorizio

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