PAUL FEIG: «IL MIO “GHOSTBUSTERS”? UNA COMMEDIA AL FEMMINILE »

A New York sono ritornati i fantasmi. O forse, a quanto ci fa vedere Paul Feig nell’atteso Ghostbusters – reboot della saga cult avviata nel 1984 da Ivan Reitman – non se ne sono mai andati davvero. Questa volta, a dare la caccia a spettri, demoni e umanoidi, che si aggirano nella verticalità di Manhattan, troviamo quattro (super) donne: Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones. «Mi piace lavorare con le donne!», ci ha detto lo stesso Paul Feig, «Penso alle commedie, dove troppe poche volte sono messe al paro degli uomini. Con il nuovo Ghostbusters voglio sottolineare che la commedia può essere fatta da chiunque e per chiunque». Il film, che uscirà in Italia il 28 luglio, distribuito da Warner, ha infatti per protagoniste Erin, Abby, Jillian e Patty che, in una Grande Mela invasa dai ectoplasmi e terrificanti fantasmi, si uniranno per fondare, non senza qualche intoppo, una squadra di coraggiose e un po’ folli Acchiappafantasmi. E, a proposito della storia, Paul Feig ha affermato che: «Le storie che parlando di outsider sono le mie preferite, quelle a cui tengo di più. Loro quattro, nonostante siano delle eroine, sono anche delle emarginate. Nel film c’è anche una storia di amicizia, in cui tutte credono nella stessa cosa. Ho voluto raccontare tutto ciò con il linguaggio della commedia».

Naturalmente, è inevitabile il richiamo al film del 1984, interpretato da Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson e dal compianto Harold Ramis. «Dan è sempre stato il mio eroe», ha detto il regista, «Sapevo che voleva tornare sul film, ma ha avuto diverse difficoltà e non è andato in porto. Quando poi Reitman mi ha detto che Aykroyd sarebbe stato il produttore esecutivo, sono stato felicissimo. Gli ho chiesto dei consigli, è stato un appoggio e un sostegno durante tutta la produzione». L’idea di coinvolgere i protagonisti dei precedenti film è stata di Kate Dippold, la co-sceneggiatrice, dunque abbiamo proposto a tutti di partecipare con dei camei.

Il pensiero, quindi, va subito a Bill Murray, l’indimenticabile dottor Peter Venkman. «A Bill il progetto è subito piaciuto, e anche lui ci ha suggerito come poterci muovere. Quando gli abbiamo proposto il cameo però non ha accettato subito, anzi… Fino al giorno prima non sapevamo se l’avrebbe girato!», ha confidato Feig. Ghostbusters, e non poteva essere altrimenti, è dedicato alla memoria di Harold Ramis. «Harold», continua il regista, «è come se fosse stato sul set con noi. Compaiono in piccole parti i suoi figli, e sua moglie è stata al nostro fianco. Ho cercato di omaggiarlo in ogni modo possibile. Ho tentato di coinvolgere anche Rick Moranis, sono un suo grande fan, ma purtroppo ha gentilmente declinato l’invito». Il discorso torna sulle nuove protagoniste, tostissime e divertenti: «Prima del casting non avevamo nessuno in mente, quando poi ci siamo messi alla ricerca delle attrici, abbiamo assestato anche le controparti sul schermo, riadattandole dove è servito. E vi dirò, il nome della McCarthy lo ha suggerito anche Bill Murray».

Paul Feig, regista di Corpi da Reato e Spy, è un emblema della commedia e dalla comicità al femminile e, davanti alla critiche piovute sul trailer di Ghostbuster, che hanno letteralmente infiammato il web, non è restato indifferente, sentendosi profondamente colpito dalle eccessive e premature accuse. «Nei confronti del trailer c’è stata una campagna organizzata da coloro che non amavano l’idea di un Ghostbusters al femminile, spingendo sul numero dei “dislike”», conculde il regista, «Questo non significa che non ci siano state persone che non abbiamo amato il trailer, ma un numero così alto di “dislike” è inconsueto. In quel trailer c’era solo un primo sguardo, eppure c’è stato subito un giudizio pesante. Però in sala il trailer è stato accolto benissimo. Come sempre, questione di punti di vista».

(Photo Credit: Paolo Coccia)

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